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20 giugno: Paghiamo troppe tasse? O saremo forse troppo spendaccioni?

Nella matematica i giochi servono per capire come determinati ragionamenti portano a dei risultati. E sono dei mezzi semplici per far capire come si sviluppano le idee della logica. Quindi voglio provare a fare un pensiero a riguardo rapportato al nostro andamento economico. A quello del nostro paese.
Noi paghiamo, più o meno, le tasse allo Stato. E quelle tasse fruttano una somma con cui lo stato italiano paga quello che deve essere pagato. A cosa normali si fa quello che i soldi ci permette di fare, magari arrivando a prendere dei soldi in prestito naturalmente con lo scopo di restituirli con i dovuti interessi a chi ce li presta, se chi ce li presta chiede degli interessi.
Questo nella ipotesi. Perchè nella realtà gli italiani pagano le tasse ma lo stato italiano non fa altro che chiedere altri soldi ai suoi cittadini. Quindi non può essere altra spiegazione che lo stato italiano spende troppi soldi, rispetto a quello che potrebbe spendere.
Arrivati a questo punto la spiegazione sarebbe facile: lo stato dovrebbe spender meno soldi e fare con quelli che gli arrivano dalle tasse base. Ma poi salta alla mente il particolare, su cui l’attuale segretario generale della CGIL insiste da sempre, che lo stato italiano deve investire sui suoi cittadini per farli crescere più di quanto sono già grandi, e dall’altro lato aiutare concretamente chi non può fare con le proprie forze.
Ma ha davvero senso tutto questo meccanismo? Difficile dirlo. E difficile da valutare con un semplice si o un semplice no. Una cosa la si può dire, forse a scanso di equivoci: se il debito pubblico italiano cresce sempre più e non sembra esserci modo di dare un freno alla situazione, sarebbe perlomeno coerente da parte del governo di turno non fare solo delle dichiarazioni sensazionalistiche o tampone per non preoccupare gli italiani. Ma dire agli italiani che un certo modo di fare o di spendere i soldi pubblici ha bisogno di una revisione perché potrebbe portare difficoltà in futuro.

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7 giugno: La cannabis a basso principio attivo illegale. Non sarà incentivo alla illegalità?

Personalmente non ho bisogno di fumare o farmi una tisana con della cannabis. Primo perchè adoro la lucidità. Secondo perché non ho delle patologie per cui ci sia bisogno di antidolorifici tali come la cannabis che fino a qualche tempo fa erano perfettamente acquistabili nei cannabis shop i quali lentamente hanno iniziato ad affollare i centri commerciali e le zone di negozi delle città.
Ma il fatto che io non ne abbia bisogno come non ne hanno bisogno altre persone come me non vuol dire che non ce ne sia bisogno in generale. Bene inteso: se si tratta di drogarsi con della cannabis che non è eventualmente tutelata da dei termini scientifici di legge per cui fino ad un certo punto, come era prima della sentenza della Cassazione, si è nella legalità e dopo di quello è stupefacente, allora è drogarsi e passibile di sanzione. Ma se prima con delle coltivazioni mirate si creava la possibilità di produrre del medicinale, perché tale era, per persone che per un motivo o per un altro avevano bisogno di un antidolorifico come possono essercene tanti ma difficili da sopportare rispetto alla cannabis, perché vietare una produzione che è in tutto e per tutto medica? E soprattutto sarebbe tale da trattare e non al libero acquisto di tutte le persone?
Perché di due cose una: da una parte si elimina il narcotraffico che comunque esisterebbe dacchè esiste il mondo, e dall’altra fai un servizio di salute per la gente. Se davvero si vuole fare un servizio alla popolazione italiana, si inizi a riprendere in mano la legge precedente attualmente inadatta per la inoppugnabile sentenza della Corte di Cassazione. E in base a dei criteri prettamente medici, che tali devono essere dall’inizio alla fine, si fa in modo che dei pazienti, e non dei cittadini senza una patologia, possano ricevere il proprio antidolorifico. Perché la cannabis in quel caso viene prodotta con criteri scientifico-medici e come tale arriva con la ricetta del medico al paziente che ne necessita.

4 giugno 2019: Reddito di cittadinanza: il solito ignoto…

Tra i progetti di questo governo c’è stato, come in altre realtà del mondo, quello di garantire ad ognuno dei bisognosi del paese un minimo di reddito per poter vivere almeno alla soglia della dignitosità. E quel progetto ha avuto un iter ed è diventato qualcosa di vero. Ma a che condizioni? Certamente degradanti e al limite dell’insulto in base alla fatica che il singolo italiano ha dovuto mettere in campo per ottenere quella fatidica card gialla delle Poste Italiane. Basti pensare che un italiano ha dovuto presentare delle documentazioni accurate per ottenere non il reddito in immediata, ma una domanda che ovviamente deve essere analizzata e valutata.
Risultato? Una miseria di Euro che avrebbe dovuto valere da mancetta elettorale, è proprio il caso di dirlo, a tutte quelle persone che come unica merce di scambio avevano la possibilità di votare e lo hanno fatto in larga parte per il M5S. Ma alla fine si è rivelato un flop da pochi e ristretti richiedenti.
Il reddito di cittadinanza non è un cattivo principio. Ma è un pessimo mezzo per non permettere di far lavorare le persone. Perchè certamente oltre ai divorzi lampo e a tanta fine di lavoro nero, c’è stata una larga fetta di lavoratori che hanno lasciato il loro lavoro precario con la prospettiva futura del reddito. E questi lavoratori hanno fatto per un grande pezzo uno sgravio per tanti datori di lavoro che avevano del personale di cui disfarsi, e che liberamente si è licenziato per quel reddito.
Mi piacerebbe tanto sapere come mai si è voluto portare avanti il progetto del reddito quando i soldi non ci sarebbero stati. Credo sarebbe stato più onorevole da parte di Di Maio dire ai suoi elettori che in quel momento i soldi che andavano per il reddito sarebbero dovuti servire per risanare i conti dello Stato. E con i conti risanati ci sarebbero state prospettive più floride per mettere in lavorazione il reddito di cittadinanza. Un briciolo di onestà credo avrebbe valso tanto, credo, per tante persone. E dall’altra parte un briciolo di onestà anche da parte dei cittadini, che invece di fare il solito truffario avrebbero lasciato i soldi a chi veramente ne ha bisogno.

Blogosphera estiva del 16 luglio 2016

Il Blog dell’Estate:
La risposta di oggi…
Le due Righe:
Adesso salta fuori…
Extra:
Post it

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“L’unico Zen che trovi in cima alle montagne è lo Zen che porti lassù.”

ROBERT M. PIRSIG

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Meteo:
Previsioni meteo per Domenica 17 Luglio 2016
Previsioni meteo per Lunedi 18 Luglio 2016

Blogosphera estiva del 20 giugno 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
E’ un po’ sparare sulla…

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“Non importa chi tu sia, non importa cosa tu faccia, hai assolutamente, sicuramente il potere di cambiare.”

BILL PHILLIPS

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Meteo:
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