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30 luglio 2019: Il Prodotto Interno Lordo non lo si patteggia

Ci sono cose nella vita economica di un paese che non sono opinabili. Cioè non sono soggetti alla opinione di nessuno ma dipendono però dalla capacità della gente di fare qualcosa per la propria sopravvivenza. Una di queste è il Pil del paese. Cioè quella capacità di fare reddito a livello nazionale.
Da una parte esistono persone che dicono che fare reddito nel paese sia una questione di minore tassazione a livello generale, cioè la destra che vorrebbe dire che meno tasse la gente può pagare più può investire nel proprio lavoro e nella propria vita lavorativa. Dall’altra esistono quelli che dicono che il modo migliore è far pagare più tasse alla gente ricca per investire sulla gente povera che così può lavorare più tranquillamente e fare reddito per il proprio paese. Questa è la sinistra, che contro i ricchi ha sempre avuto qualcosa da ridire e quindi vorrebbe che i ricchi sganciassero più soldi per lo stato e per i suoi conti.
In mezzo cosa si trova? La gente comune che fa fatica ad arrivare alla fine del mese e che non sa fare altro che vivere nell’assistenzialismo. Non è che l’assistenzialismo sia sbagliato. Sono gli italiani che non ne sanno fare un buon uso. Che non sanno investire su se stessi ed essere più produttivi. Il pil del paese dovrebbe essere fatto dalla gente che lavora. Ma chi lavora oggi? Perchè il Pil italiano è sempre cosi basso? Perchè si crede che fare Pil sia soprattutto una questione di come rendere produttiva una popolazione? Prima di tutto c’è da guardare cosa veramente vuole fare un popolo per il suo paese, prima di discutere su come fare Pil nel paese.

16 luglio 2019: La coerenza di una flat tax che non si può fare

C’è nella politica chi vuole fare la Flat tax. Che è, come dice il nome, una tassa piatta più bassa degli attuali scaglioni che permetterebbe, a detta di chi la vuole, di vedere più tasse pagate rispetto all’attuale evasione da grandi livelli. Ma non si parte dal giusto punto di partenza: gli italiani le tasse non le vogliono pagare ne piatte ne grosse. Non le vogliono pagare proprio.
Quindi bisognerebbe partire da una cultura del pagare le tasse che inizi a sensibilizzare la gente che le tasse sono importanti. Che non nutrono più i partiti a UFO come succedeva prima. Prima la politica costava talmente tanto da non permettere alla macchina statale di avere  le giuste risorse per vivere. Adesso le tasse vanno direttamente alla cosa pubblica. Ma il danno è che ciò che viene percepito finisce a tappare il buco dello Stato con interessi astronomici.
È stato un male da parte della politica aver voluto approfittare tanto della cosa pubblica per i propri scopi personali elettoralmente parlando. Adesso la politica è povera, come è povero lo stato in cui viviamo. Ma perchè invece di flat tax non si inizia a far vedere concretamente dove vanno a finire le tasse italiane, cosa finanziano e cosa non finanziano? Magari con quel tipo di situazione la gente potrà essere più invogliata a pagare anche il minimo. Ma prima bisogna dire alla gente che pagare le tasse è importante e che farlo è un dovere civico a cui assolvere. Motivati dal particolare che si sa dove vanno a finire i propri soldi.

10 luglio 2019: Il sistema dei personaggi può ancora funzionare?

Non si toglie il fatto di partenza che il mondo dei personaggi ha un valore. Cioè, dal piccolo del bar del paese fino allo star system con uomini e donne che riempiono più o meno la tv trash, ci vogliono degli uomini e delle donne che facciano da simbolo di un mondo o di un modo di pensare o di un modo di vivere. Come con gli influencer o i ragazzi che imperversano il mondo dei social.
Ma se ci sono loro, che alla fine sono delle persone comuni che hanno un loro ruolo social, cosa servono divi e dive del vecchio mondo dello spettacolo? O anche il cretino del paese, che faceva ridere e riflettere nel bar di riferimento?
Molti del mondo dello spettacolo hanno capito che senza i social vai poco lontano. Per tutti gli altri renitenti non c’è da fare altro che un sistema di pensionamento lento e graduale. Dove ciò che ha avuto un senso nell’era d’oro della televisione oggi ha un senso maggiore dentro facebook e compagnia cantante.
Quello che si può avanzare come critica è vedere se quello che oggi è il sistema delle persone normali dentro uno schermo di un telefonino diventerà obsoleto o si chiamerà se stesso una elite che prima non esisteva, vista la abbondante democrazia per cui se fai like, quello che una volta si chiamava l’ascolto della televisione, sei ok, se non fai like sei tranquillamente da lasciar stare e morire nel tuo brodo. Bisognerà vedere cosa effettivamente pensionerà questo attuale sistema di gradimento internettiano con qualcosa che dirà alla gente cosa veramente fa piacere, e a chi dare riferimento piuttosto dei soliti socializzanti. Verrebbe da dire che il prossimo passo saranno i robot o i cartoni animati…

8 luglio 2019: Il punto di non ritorno della edilizia italiana

Ogni cosa ha dei limiti. Alle volte oggettivi, alle volte soggettivi. Ma l’edilizia di per se ha dei limiti? Si. É quel momento in cui costruire sarà sinonimo di distruggere. Ma non ciò che di per se si sta costruendo. Si sta distruggendo quello che la natura ha costruito, alle volte con molta pazienza.
Quale è il motivo di tanta filosofia naturale? Uno soltanto: che in situazioni di devastazioni naturali le case delle persone, nel minore dei casi, si riempiono di acqua o di altro e vengono completamente devastate. A questo punto una semplice domanda: ma se costruire è la base del progresso, perchè non si inizia a fare un progresso sostenibile, capace di coniugare la voglia della natura di esistere, come deve essere, e la voglia dell’uomo di fare del proprio vivere un vivere sicuro per lo meno dalle più semplici intemperie? Credo che se l’uomo sarà in grado di dare una risposta in termini materiali, cioè con fatti tangibili, a questa domanda non ci sarà bisogno di fare condoni e sanatorie. Perchè la costruibilità dell’uomo andrà di pari passo con tutto il resto, e nemmeno chi governa potrà dire che quel costruire non sarà adeguato all’ambiente e al vivere generale.

4 giugno 2019: Reddito di cittadinanza: il solito ignoto…

Tra i progetti di questo governo c’è stato, come in altre realtà del mondo, quello di garantire ad ognuno dei bisognosi del paese un minimo di reddito per poter vivere almeno alla soglia della dignitosità. E quel progetto ha avuto un iter ed è diventato qualcosa di vero. Ma a che condizioni? Certamente degradanti e al limite dell’insulto in base alla fatica che il singolo italiano ha dovuto mettere in campo per ottenere quella fatidica card gialla delle Poste Italiane. Basti pensare che un italiano ha dovuto presentare delle documentazioni accurate per ottenere non il reddito in immediata, ma una domanda che ovviamente deve essere analizzata e valutata.
Risultato? Una miseria di Euro che avrebbe dovuto valere da mancetta elettorale, è proprio il caso di dirlo, a tutte quelle persone che come unica merce di scambio avevano la possibilità di votare e lo hanno fatto in larga parte per il M5S. Ma alla fine si è rivelato un flop da pochi e ristretti richiedenti.
Il reddito di cittadinanza non è un cattivo principio. Ma è un pessimo mezzo per non permettere di far lavorare le persone. Perchè certamente oltre ai divorzi lampo e a tanta fine di lavoro nero, c’è stata una larga fetta di lavoratori che hanno lasciato il loro lavoro precario con la prospettiva futura del reddito. E questi lavoratori hanno fatto per un grande pezzo uno sgravio per tanti datori di lavoro che avevano del personale di cui disfarsi, e che liberamente si è licenziato per quel reddito.
Mi piacerebbe tanto sapere come mai si è voluto portare avanti il progetto del reddito quando i soldi non ci sarebbero stati. Credo sarebbe stato più onorevole da parte di Di Maio dire ai suoi elettori che in quel momento i soldi che andavano per il reddito sarebbero dovuti servire per risanare i conti dello Stato. E con i conti risanati ci sarebbero state prospettive più floride per mettere in lavorazione il reddito di cittadinanza. Un briciolo di onestà credo avrebbe valso tanto, credo, per tante persone. E dall’altra parte un briciolo di onestà anche da parte dei cittadini, che invece di fare il solito truffario avrebbero lasciato i soldi a chi veramente ne ha bisogno.

Le leggi sono importanti. Ma se sono troppe sono inutili

E’ di questi momenti la questione che per legge l’attuale governo abbia voluto regolamentare gli stipendi dei ragazzi che fanno le consegne del cibo a domicilio. E poi c’è la questione delle multe, che fioccano come funghi dopo la pioggia nei boschi: ogni comportamento illecito viene sanzionato anche quando dovrebbe essere il buon senso che non ti fa fare qualcosa, piuttosto di farla.
A questo punto non si può che fare una affermazione: siamo un paese dove non è possibile fare nulla se non per legge o per sanzione. E questo porta un importantissimo correlato: la vita in Italia è solo un grandissimo inferno. Vuoi per un motivo vuoi per un altro, non esiste giustamente la fiducia di lasciare le persone muoversi autonomamente nel vivere quotidiano. Da un lato gli italiani sono degli emeriti furbastri e dei cialtroni. Ma alla fine dall’altro lato esistono le persone che hanno una coscienza e che fanno quello che è giusto fare per il bene civile. A questo punto una domanda: fino a che punto lo Stato Italiano imbriglierà la vita del suo paese impedendo alle persone la propria vita con l’ennesima legge o l’ennesimo regolamento, quando basterebbe che qualche cattivo esempio fosse meno in circolazione, così da non far fare il male ai semplici cittadini?

Blogosfera del 13 febbraio 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LE LETTURE:

LE RECENSIONI:

Film: “Arrival” di D. Villeneuve

POETICANDO:

Estasi