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31 luglio 2019: Il servizio civile come metodo di crescita

Si fa tanto parlare di quanto mancherebbe forza lavoro nel paese. Di quanto sarebbe meglio se il volontariato venisse valorizzato. Quindi non si può non dire che il volontariato è sbagliato, perchè è la base portante di tante realtà nel paese partendo dal piccolo paese di montagna o di campagna fino alla grande città con le persone che vogliono darsi da fare. Ma non si può non dire che il volontariato dovrebbe diventare un asse principale della formazione dei cittadini. Proprio come una volta era fare il militare.
Ma perchè non si fa il militare e si parla invece di servizio civile? Perchè oggi fare la guerra è qualcosa di professionale. Qualcosa di fatto da gente che deve saperlo fare fino in fondo alla perfezione, dato che per andare in guerra non basta soltanto imbracciare un fucile o una pistola ma si devono saper maneggiare armi più complesse e più specifiche.
Quindi per fare un favore oggi a figli e nipoti, il primo politico che è favorevole alla introduzione del servizio civile per tutti i maggiorenni non ci farei più di tanto un pensiero se votarlo o meno. Perchè dal suo lavoro legislativo a riguardo oggigiorno tanti ragazzi avrebbero un guadagno notevole e non indifferente. Ma basterebbe che si capisse che avere a che fare con il proprio prossimo come segno di civiltà è una cosa fondamentale per la propria crescita e tanti ragazzi volontariamente andrebbero a fare il servizio civile. Solo che preferiscono stare attaccati ad un telefono o ad un computer dalla mattina alla sera…

30 luglio 2019: Il Prodotto Interno Lordo non lo si patteggia

Ci sono cose nella vita economica di un paese che non sono opinabili. Cioè non sono soggetti alla opinione di nessuno ma dipendono però dalla capacità della gente di fare qualcosa per la propria sopravvivenza. Una di queste è il Pil del paese. Cioè quella capacità di fare reddito a livello nazionale.
Da una parte esistono persone che dicono che fare reddito nel paese sia una questione di minore tassazione a livello generale, cioè la destra che vorrebbe dire che meno tasse la gente può pagare più può investire nel proprio lavoro e nella propria vita lavorativa. Dall’altra esistono quelli che dicono che il modo migliore è far pagare più tasse alla gente ricca per investire sulla gente povera che così può lavorare più tranquillamente e fare reddito per il proprio paese. Questa è la sinistra, che contro i ricchi ha sempre avuto qualcosa da ridire e quindi vorrebbe che i ricchi sganciassero più soldi per lo stato e per i suoi conti.
In mezzo cosa si trova? La gente comune che fa fatica ad arrivare alla fine del mese e che non sa fare altro che vivere nell’assistenzialismo. Non è che l’assistenzialismo sia sbagliato. Sono gli italiani che non ne sanno fare un buon uso. Che non sanno investire su se stessi ed essere più produttivi. Il pil del paese dovrebbe essere fatto dalla gente che lavora. Ma chi lavora oggi? Perchè il Pil italiano è sempre cosi basso? Perchè si crede che fare Pil sia soprattutto una questione di come rendere produttiva una popolazione? Prima di tutto c’è da guardare cosa veramente vuole fare un popolo per il suo paese, prima di discutere su come fare Pil nel paese.

29 luglio 2019: Conclusioni su: Qual’è il giusto modo di combattere il nazionalismo?

Detto quello che è stato detto, non si può non partire da un particolare: il nazionalismo parte dalla gente e con la gente cerca di portare avanti la propria lotta personalissima. Le gente infatti è il motore del percorrere la strada del potere di un partito nazionalista. Il partito di per se non sarebbe nulla senza la forza degli uomini e delle donne che creano il tessuto urbano di un quartiere o di un paese o di una città. Quindi sono loro i pezzi fondamentali di un partito nazionalista. Non solo nell’atto di votare, ma anche nell’atto di credere nel fatto di essere parte di una famiglia che ha come capo il segretario del partito che poi diventa un capo a cui fare affidamento per il proprio futuro.
Questa di per se non è una cosa così difficile da avere. Perchè essere tutto questo non è una cosa sbagliata. Ma diventa sbagliata quando dall’altra parte della politica, dalla parte dei competitor, non c’è possibilità di combattere per lo meno su un terreno comune. Come è successo all’epoca del fascismo quando l’opposizione al partito fascista non poteva combattere contro il partito. Salvini sa perfettamente che lui non ha altre persone con cui combattere sul suo terreno. E sotto sotto è perfino giusto che se lui deve vincere vinca la competizione politica. La domanda a questo punto è una soltanto: alla democrazia del paese questo suo modo di comportarsi può fare più male che bene o più bene che male?

26 luglio 2019: Qual’è il giusto modo di combattere il nazionalismo?

Questa domanda presuppone che esista anche un modo sbagliato di fare questo tipo di combattimento. Mentre invece bisognerebbe parlare di punti di partenza da cui iniziare a lavorare.
Il primo punto è soprattutto la presenza, che è sempre stata una costante di chi ha voluto governare partendo dalla destra estrema. Mi viene alla mente un documentario molto vecchio in cui si vede Hitler che va in giro per la Germania a conoscere tutta la sua gente. E sotto sotto, anche Salvini fa la stessa cosa però aggiornata alle situazioni che esistono oggi, come la televisione e i social. Lui è sempre presente per il suo elettorato, presente e possibilmente futuro. E questo fa molto più piacere di un comizio elettorale. Questo non lo si può negare. Poi dare a ciascuno la possibilità di avere a che fare con il proprio politico, che inubbiamente sta acquisendo popolarità, è troppo ghiotta come occasione. La politica deve imparare ad essere più presente in mezzo alla gente. Non solo ai comizi o ai congressi.
Per il prossimo punto al prossimo post.

22 luglio 2019: Non si può negare un preside ad una scuola pubblica

Non voglio partire con della demagogia. Perchè alla fine non porta da nessuna parte. Ma scendiamo a terra e proviamo a partire da un particolare: il futuro. Con una domanda: a chi appartiene il futuro? Molto semplicemente a chi viene dopo di noi. Cioè ai figli e ai nipoti di una famiglia.
Se loro non hanno tutti gli strumenti per affrontare prima della loro vita la loro società e il loro ambiente, come possono dare una speranza in generale? Non la possono dare, in effetti. Non avrebbero le capacità e le conoscenze adeguate a capire cosa possa essere giusto o cosa possa essere sbagliato, anche solo per la propria vita singola. Non riuscirebbero a dare una direzione a se stessi ed eventualmente alla propria famiglia, tanto di appartenenza quanto di propria costruzione.
Da qui a capire che un preside è importante come l’acqua per vivere cosa ci manca? Un passaggio molto semplice: che la scuola tanto pubblica quanto privata, ma pubblica nel caso specifico, è la principale sede di formazione delle persone da quando di affacciano al mondo fino alla propria maturità. Di qui la guida di un preside diventa indispensabile perchè tra gli errori e le cose giuste, perfino la più scalcagnata delle navi nel mare ha un comandante che gli da una direzione. La scuola pubblica non deve essere da meno?

20 luglio 2019: Una buona azione è sempre tale anche quando può essere cattiva?

È la classica antinomia tra buono e cattivo. Giusto e sbagliato. Bianco e nero. Ma qui provo a fare una distinzione: non sempre per tutti ciò che è bianco è nero e viceversa. Ci sono persone che per fede o per religione considerano qualcosa di sbagliato come qualcosa di giusto mentre altre persone fanno la stessa etichettatura particolareggiata.
Si potrebbe quindi pensare che ciò che si sta facendo per i migranti nei porti siciliani sia qualcosa di giusto per gli italiani, che hanno le scatole piene di vedere tutta questa gente che arriva e intasa il paese. Ma non è una cosa giusta per il resto del mondo che vede lasciare delle persone su delle barche impossibilitati a toccare terra e trovare magari la propria felicità fuori dalla fame e dalla guerra.
Mi potreste dire che quei migranti potrei tenermeli io a casa mia se li considero giusti o considero giusto il loro transito, e sottolineo transito, nel nostro paese. Ma allora quelle persone che scusano il femminicidio o altri reati messi in atto da delle persone perché non se li prendono in casa con grave rischio che dopo aver ammazzato per conto loro possano ammazzare anche a casa loro.
Io sono favorevole ai migranti nella misura in cui siano solo in un momento di passaggio dentro il nostro paese. Perchè quelli da prendere a bersaglio sono tutti quei paesi in Europa, visto che siamo in Europa, che non fanno nulla per aiutarci. Perchè gli industriali italiani non la smettono di fare affari con quei paesi, per punirli?

7 luglio 2019: Il bullismo da non perdonare

Leggere un titolo come questo può essere fuorviante perchè si potrebbe pensare che esiste un bullismo da perdonare. E questo è sbagliato. Ma questo titolo dice che non tutto il bullismo è non perdonabile. Non tutta la capacità di rompere le scatole è illecita. Perché alle volte, sotto forme controllate, fare del bullismo aiuta le persone. Aiuta a capire che determinati comportamenti non vanno messi in pratica.
Un soggetto bullo, se cosi si può dire anche se molto a latere, è la giustizia: condanna un soggetto a fare qualcosa che ripari il suo malfatto. Questa naturalmente è una abbondante estremizzazione, ma è per rendere l’idea che tutto il bullismo è non da farne un fascio e buttarlo alle ortiche.
Per il resto, quel bullismo che tormenta, che distrugge l’anima delle persone, che annulla la volontà e non offre pace a chi ne è vittima non può essere che imperdonabile. Non può essere che qualcosa da non togliere dai reati. Da non cancellare con una frase di scusabilità per innocenza o per altra scusa. C’è un bullismo imperdonabile che non deve passare. E prima non passerà meglio sarà per tutte le persone. Ma non è il bullismo generalizzato: quello da condannare è solo quello che non ha motivo.