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La fake news sono solo una cosa in fondo: delle balle

Per quel che uno può ricordarsi, le fake news sembrano una cosa nuova, mai vista. Eppure si tratta di una cosa vecchia come il mondo. Cioè il sistema delle balle. Quelle cose che uno racconta e che sembrano vere. Ma vere non sono, perché costruite ad arte. E soprattutto, cosa importantissima, che devono sembrare vere come altre notizie vere.
Impazza il web di tutti questi siti che spacciano per cose vere cose inventate. Ma alla fine dei conti questi siti ballificatori altro non sono che gli eredi dei vernacolieri, forse un pochino degenerati. Ma sempre nel solco di quella informazione, prima orale e poi cartacea in tempi più recenti, dove chi racconta ha la statura morale di dare per vero qualcosa che è falso, ma che sembra vero. I tempi cambiano ma le situazioni alla fin fine sono sempre le stesse. E sempre lo stesso deve essere il senso di giudizio di chi legge certe cose sui social e ci sguazza senza attenzione. Come credere che Gheddafi possa essere doppiato mentre parla di Pan di Stelle o di donne collegate con Berlusconi. E’ tutto bellissimo, ma è falso. Cioè: una balla.

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Lo scandalo di una statua che non è un vero scandalo

Ha fatto il giro dei giornali la statua del diavolo di recente istallazione. E si è perfino parlato di un esorcista che togliesse dal demonio quella statua considerata sacrilega. Ma alla fine quella statua è un vero scandalo, un vero problema? Francamente fino ad un certo punto.
Non voglio mascherare la cosa dietro la libertà di espressione che hanno artisti e non solo. Ma fare della questione un concetto diverso: togliere da se stessa la vita di uno scandalo che non lo è veramente. Si tratta in fondo di una statua. Solo una statua. Che rappresenta un soggetto che nessuno vorrebbe avere ne al proprio fianco ne davanti in segno di sfida. Ma alla fine è solo una statua. E come tale, se possibile, andrebbe presa.
Nella maggior parte dei casi succede sempre cosi: prima si grida allo scandalo di una opera d’arte. E poi tutto rientra nei ranghi perché ci sarà qualcosa che farà più scandalo di quello che ha fatto scandalo prima. Quindi meglio trattare la cosa per quello che è nella sua essenza: una semplice statua.

Il reddito di cittadinanza si è rivelato un vero e proprio insulto

Dalle cronache dei giornali vengono fuori i primi risultati della distribuzione dei soldi del reddito di cittadinanza. Oltre che all’implementazione del meccanismo per cui è stato organizzato dai navigator e dalle proposte di lavoro. Spero di potermi unire ad un vasto coro per cui questo sostegno alle persone più abbienti è uno scherzo. E soprattutto dei più pesanti.
Non si tratta di criticare il meccanismo, che potrebbe avere un suo perché. La critica va alle cifre da meraviglia che sono state destinate ai singoli. Che non sono solo basse e inutili ad un vero e proprio sostegno. Ma sono completamente impari e squilibrate rispetto alla fatica che i singoli cittadini e i vari Caf e patronati hanno dovuto sopportare per le esigenze di documentazione delle singole richieste.
Quindi le questioni sono due: o il Movimento Cinque Stelle ha toppato, o la vita in Italia è talmente cara per cui i sostegni distribuiti sono troppo bassi.
Lascio ai lettori il giudizio finale.

Blogosfera del 5 marzo 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

IL PIU E IL MENO:

Post it
L’affermazione di oggi
A me piacerebbe sapere…

LE STORIE:

Il bambino

Blogosfera del 4 marzo 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

GLI EDITORIALI:

Ci sono altri paesi da osservare in Europa

LE RECENSIONI:

Film: “Sballati d’amore” del 2005

Blogosfera del 3 marzo 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

ZIPALTONE:

Pensiero numero centocinquantadue

IL PIU’ E IL MENO:

Post it
La domanda di oggi
Oltre la domanda di oggi…

Blogosfera del 2 marzo 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LE NOTIZIE DI CRONACA:

Macchina del caffè in regalo da Tom Hanks

LE RICETTE:

Le Basi – Pasta frolla