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24 luglio 2019: Aumentare troppo le tasse è solo tempo sprecato

Più banalità di questa non si poteva dire. Cosa più scontata, dal lato destro del mondo, non si potrebbe dichiarare. Ma il punto di partenza non è solo l’appartenenza politica e quindi una area ideologica particolare. Il punto di partenza è la impressionante pressione fiscale che vige in questo paese e che non porta altro che ad una conseguenza praticamente lapalissiana: l’evasione fiscale.
Si potrebbe fare come in altri paesi il controllo remoto del fisco partendo dagli scontrini. Ma alla fine non si coglierebbe il punto: che non si può prescindere dal proverbio “Avuta la grazia gabbato lo santo”. Per cui qualcuno troverà il modo di aggirare l’ostacolo e permetterà di fare quello che si faceva nel passato anche se con quantità e con modalità differenti.
Hanno avuto un bel fare quelli che prima venivano apostrofati con la dicitura “coglione” perchè ha sempre pagato le tasse e ha sempre fatto il proprio dovere. Perchè adesso ha praticamente fatica zero di fronte a della gente che in base alla propria capacità evasiva accumulava soldi e ricchezze. Ma tutto questo non c’entra in questo caso. In questo caso conta il fatto che aumentare le tasse è tempo sprecato. Per una sola ragione: mettere più tasse adesso è come cavare sangue dalle rape. Si passi piuttosto a fare economia ragionata nelle spese dello Stato. Si inizi a spendere soldi in maniera virtuosa in ogni comparto del pubblico. Piuttosto di dare soldi a fondo perduto senza garanzie come fanno le banche.
Impariamo dalle banche!

23 luglio 2019: Il vicepremier è un “dipendente” del premier

Non si può evitare di dire che Salvini la deve smettere di fare il premier. Per due semplicissimi motivi: non lo è e in quel posto esiste già qualcun altro. Si può fare il lavoro di qualcuno che sta già lavorando in quel posto esclusivo ed unico nella conduzione delle sorti del paese?
Forse non ci si accorge che fare quello che deve fare qualcun altro al posto suo porta a due conseguenze: si delegittima chi sta coprendo quel ruolo e si crea confusione nella popolazione. Non si fa dare fiducia a chi deve prendere le decisioni in particolari sedi della gerarchia delle cariche pubbliche.
È indubbio che Salvini fa quello che sta facendo perchè vorrebbe essere lui il premier del paese. Ma non lo è per adesso. Come non lo sono tutti gli italiani non regolarmente e democraticamente eletti a quella carica. Se Salvini riuscirà a farsi eleggere come premier del paese avrà tutto il diritto di fare quello che fa un premier. Ma adesso è solo un ministro della repubblica. Se ci fosse del sale in zucca, farebbe in modo di essere il buon esempio, magari stando di più al Viminale a prendere delle decisioni più lavorative di quelle che prende. Non è molto credibile un viceministro che sta più in giro a fare indubbiamente parte del proprio lavoro, anche politico, ma tralascia tutto il resto con la credenza che un ministro deve stare più in mezzo alla gente. C’è stato qualcuno che nella sua storia politica e nella storia del mondo e di un paese faceva un mare di comizi. E portava un paio di baffetti molto curiosi…

22 luglio 2019: Non si può negare un preside ad una scuola pubblica

Non voglio partire con della demagogia. Perchè alla fine non porta da nessuna parte. Ma scendiamo a terra e proviamo a partire da un particolare: il futuro. Con una domanda: a chi appartiene il futuro? Molto semplicemente a chi viene dopo di noi. Cioè ai figli e ai nipoti di una famiglia.
Se loro non hanno tutti gli strumenti per affrontare prima della loro vita la loro società e il loro ambiente, come possono dare una speranza in generale? Non la possono dare, in effetti. Non avrebbero le capacità e le conoscenze adeguate a capire cosa possa essere giusto o cosa possa essere sbagliato, anche solo per la propria vita singola. Non riuscirebbero a dare una direzione a se stessi ed eventualmente alla propria famiglia, tanto di appartenenza quanto di propria costruzione.
Da qui a capire che un preside è importante come l’acqua per vivere cosa ci manca? Un passaggio molto semplice: che la scuola tanto pubblica quanto privata, ma pubblica nel caso specifico, è la principale sede di formazione delle persone da quando di affacciano al mondo fino alla propria maturità. Di qui la guida di un preside diventa indispensabile perchè tra gli errori e le cose giuste, perfino la più scalcagnata delle navi nel mare ha un comandante che gli da una direzione. La scuola pubblica non deve essere da meno?

21 luglio 2019: Accettare la impreparazione di un medico per svoltare

Si tratta, adesso, di un primo passo doveroso dopo il tempo dei raccomandati e delle segnalazioni. È brutto dirlo ma se siamo a dei livelli di mancanza di copertura del personale pubblico, nel caso particolare del sanitario, è perché sempre più ognuno dei medici e degli infermieri si è messo ancorato al posto pubblico per puro stipendificio. Come farebbe chiunque.
E sotto un certo aspetto è colpa della politica, che avrebbe dovuto creare dei meccanismi alternativi al pensionamento per fare in modo che nuove forze si alternassero a quelle presenti. Il pensionamento non può più essere la sola alternativa al lavoro dei dipendenti pubblici. Si potrebbe creare un sistema di tassazione agevolato, che è più economico di dare soldi a ufo con delle pensioni, e permettere ad un medico o ad uno specialista di continuare ad avere una vita attiva, visto che il lavoro per molte delle persone è la propria vita, ma allo stesso tempo lasciare spazio a nuove forze del mondo del lavoro.
Perchè se da un lato esisterebbe un pubblico funzionante, dall’altro ci sarebbe un privato che offrirebbe alternativa e allo stesso tempo non metterebbe nell’angolo tutta quella forza lavoro che avrebbe ancora un futuro se gli si permettesse di lavorare anche se in privato.
Lo Stato italiano si perde a dare dei soldi alla gente senza un vero motivo grave, quando invece con pochi aggiustamenti fiscali e contributivi mirati e non generalizzati offrirebbe quello che nella matematica è la quadratura del cerchio. Cioè qualcosa che parte da una realtà di un tipo e sempre più trova aggiustamenti. Ma per lo meno parte da qualcosa di nuovo, piuttosto di abusare del vecchio.

20 luglio 2019: Una buona azione è sempre tale anche quando può essere cattiva?

È la classica antinomia tra buono e cattivo. Giusto e sbagliato. Bianco e nero. Ma qui provo a fare una distinzione: non sempre per tutti ciò che è bianco è nero e viceversa. Ci sono persone che per fede o per religione considerano qualcosa di sbagliato come qualcosa di giusto mentre altre persone fanno la stessa etichettatura particolareggiata.
Si potrebbe quindi pensare che ciò che si sta facendo per i migranti nei porti siciliani sia qualcosa di giusto per gli italiani, che hanno le scatole piene di vedere tutta questa gente che arriva e intasa il paese. Ma non è una cosa giusta per il resto del mondo che vede lasciare delle persone su delle barche impossibilitati a toccare terra e trovare magari la propria felicità fuori dalla fame e dalla guerra.
Mi potreste dire che quei migranti potrei tenermeli io a casa mia se li considero giusti o considero giusto il loro transito, e sottolineo transito, nel nostro paese. Ma allora quelle persone che scusano il femminicidio o altri reati messi in atto da delle persone perché non se li prendono in casa con grave rischio che dopo aver ammazzato per conto loro possano ammazzare anche a casa loro.
Io sono favorevole ai migranti nella misura in cui siano solo in un momento di passaggio dentro il nostro paese. Perchè quelli da prendere a bersaglio sono tutti quei paesi in Europa, visto che siamo in Europa, che non fanno nulla per aiutarci. Perchè gli industriali italiani non la smettono di fare affari con quei paesi, per punirli?

17 luglio 2019: Tanti occupati: non sarà l’occupazione estiva che fa da traino?

La differenza tra un occupato e un disoccupato, oltre in termini di mutuo sulle spalle e di famiglia da mantenere, è lo spazio di tre lettere che fa la distanza letterale tra le due parole. Ma non solo questo: in mezzo esiste tutto un mondo di nero e di sommerso che solo alla punta dell’iceberg della realtà porta alla vera percezione. E qui arriviamo al punto: la disoccupazione vera in Italia è proprio quello che esiste?
Non si voglia che a questa domanda si aggiunge una seconda domanda: ma durante l’estate, con un sacco di persone che fanno lavoro stagionale, si capisce veramente quale è lo stato del mondo del lavoro nel paese? Ebbene questa è una grossa discriminante. Che alle volte fa apparire la situazione più rosea di quanto veramente sia.
Il lavoro stagionale non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione dalle statistiche. Perchè la sua forza è pari allo zero sulla situazione nazionale. Quasi alla pari con il lavoro a rinnovo contrattuale. Sarebbe bello se si facessero delle stime solo in base al lavoro a tempo indeterminato, perchè è proprio quello che alla fine crea la ricchezza del mondo dell’occupazione. Il resto non ha il vero valore che gli si attribuisce.

12 luglio 2019: Il cambio di generazione. I vecchi lo accettano?

Che un ragazzo debba prendere il posto di un adulto oramai anziano è un fatto assodato, perché è una logica naturale prima ancora che sociale. Chi è più giovane prende il posto di chi è  più vecchio. Anche se al di fuori di una logica familiare interna. Ma questo fatto le persone anziane lo riescono ad accettare? C’è la volontà di lasciare il freno e il volante a chi dopo di noi guiderà il mondo?
Francamente credo proprio di no. Siamo in un momento del mondo per cui gli anziani superano il numero dei giovani. E questo essere più vecchi che anziani genera e si può dire ha generato una esclusività da parte degli anziani di dire come loro porterebbero avanti il mondo. Senza possibilità alcuna di intrusione da parte di chi vede il mondo con occhi differenti, a partire soprattutto dall’ambiente e dalla sua gestione. Con da una parte il mondo dei vecchi legato alla produzione senza capacità controllo e il mondo dei giovani dove il controllo è legato al fatto che non si può crescere a dismisura dato che il pianeta Terra è uno soltanto e non siamo più all’epoca della rivoluzione industriale con il mondo intero da colonizzare.
Il mondo degli anziani non vuole capire che è il momento di lasciare al vecchio lo spazio museale di ciò che non ha più senso se non nella logica di una situazione museale o storica da comprendere ma da lasciare stare cosi come è. Senza possibilità di ripresa, ma con la volontà di mettere le giuste pezze ad una considerazione del mondo fatta solo in termini di profitto non ecosostenibile.

10 luglio 2019: Il sistema dei personaggi può ancora funzionare?

Non si toglie il fatto di partenza che il mondo dei personaggi ha un valore. Cioè, dal piccolo del bar del paese fino allo star system con uomini e donne che riempiono più o meno la tv trash, ci vogliono degli uomini e delle donne che facciano da simbolo di un mondo o di un modo di pensare o di un modo di vivere. Come con gli influencer o i ragazzi che imperversano il mondo dei social.
Ma se ci sono loro, che alla fine sono delle persone comuni che hanno un loro ruolo social, cosa servono divi e dive del vecchio mondo dello spettacolo? O anche il cretino del paese, che faceva ridere e riflettere nel bar di riferimento?
Molti del mondo dello spettacolo hanno capito che senza i social vai poco lontano. Per tutti gli altri renitenti non c’è da fare altro che un sistema di pensionamento lento e graduale. Dove ciò che ha avuto un senso nell’era d’oro della televisione oggi ha un senso maggiore dentro facebook e compagnia cantante.
Quello che si può avanzare come critica è vedere se quello che oggi è il sistema delle persone normali dentro uno schermo di un telefonino diventerà obsoleto o si chiamerà se stesso una elite che prima non esisteva, vista la abbondante democrazia per cui se fai like, quello che una volta si chiamava l’ascolto della televisione, sei ok, se non fai like sei tranquillamente da lasciar stare e morire nel tuo brodo. Bisognerà vedere cosa effettivamente pensionerà questo attuale sistema di gradimento internettiano con qualcosa che dirà alla gente cosa veramente fa piacere, e a chi dare riferimento piuttosto dei soliti socializzanti. Verrebbe da dire che il prossimo passo saranno i robot o i cartoni animati…

1 luglio 2019: Non si può telecamerare tutto. Bisogna essere onesti

In principio era la sicurezza. E la sicurezza per un governante è stato sempre un cruccio da un lato per se stesso dall’altro per i suoi sottoposti. Quando la società si è evoluta anche la sicurezza si è evoluta. Con la polizia e i suoi metodi più o meno contemplati dalla regolarità nei diversi paesi del mondo. Con il controllo della gente e con la capacità di prevenire i danni prima che venissero messi in opera.
Adesso siamo al bivio per cui la sicurezza è diventata la storia un poco farlocca di uno scrittore che si chiamava Orwell per cui adesso tutto quanto viene telecamerato e registrato, dall’occhio del Grande Fratello. Ma perché si è arrivati a tutto questo intercettazioni comprese? Perché la gente è sempre più alla caccia di quello che non può ottenere, e cerca di ottenerlo anche quando le condizioni più o meno fisse non lo permettono. Bisognerebbe iniziare a capire che più il tempo scorre più sarà difficile ottenere quel che si vuole con le cosiddette scorciatoie. Perchè alla fine una telecamera ti beccherà con le mani nella marmellata e tu non potrai tanto difenderti. Video canta. Meglio smettere di cantare stonati. E di essere disonesti.

28 giugno: In casa con i genitori è cosi strano?

C’è tanto parlare del fatto che i ragazzi sono dei bamboccioni. Sono dei soggetti che non vanno fuori da casa propria per affrontare la vita e invece se ne stanno a casa con mamma e papà, sembrerebbe viziati e accuditi. Ma tutto questo non è altro che una polemica ad uso e consumo di chi non ha assolutamente niente altro da fare che lavorare per luoghi comuni. Soprattutto senza aderenza con la realtà.
Partiamo dal fatto che i genitori non sono eterni. Che invecchiano. Non è questo un motivo per restare a casa con loro per meglio accudirli senza avere la doppiezza di dover amministrare casa propria e casa dei propri genitori?
Ma per accudire gli anziani esistono le badanti. Certamente. Ma le badanti non hanno tutta la preparazione del mondo per capire assolutamente quello che un figlio sa del proprio genitore. E non mancano certamente i casi in cui i figli vengono chiamati al telefono dalle badanti per correre in tutta fretta per risolvere il problema del momento. Quindi una badante può essere utile, ma lo può essere anche meglio con il fatto che c’è il figlio o la figlia che può dare supporto in momenti di difficoltà.
Ma una persona ha anche la propria famiglia. Assolutamente. Ma vorrei tanto sapere chi è quello che da per obbligatorio che la famiglia del figlio deve vivere in una casa diversa rispetto alla casa materna o paterna. Non ci trovo nessun vincolo obbligatorio. E quindi se la nuora non fa nessun problema, ma credo non ne possa fare se vede la possibilità di non pagare un affitto di più e magari trovare nella suocera una potenziale, anche se limitata, baby sitter per i nipotini collegata alla badante che può essere più o meno presente in casa. Due piccioni con una fava.
Alla fine, si può vedere, non è cosi strano che un figlio o una figlia debba stare fuori dalla casa della madre o del padre. E quindi perché non diffondere il verbo che i propri genitori devono essere meglio accuditi dai figli sgravando il welfare del paese da supporti alle volte da scaricare, agevolando fiscalmente chi sceglie con vantaggio di stare a casa con i genitori che inevitabilmente invecchiano?