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6 luglio 2019: Lavorare può essere diventato qualcosa di sbagliato?

Come principio base bisogna dire di no. Perché il lavoro è una sinergia tra le persone che da una parte hanno bisogno di aiuto per fare qualcosa e dall’altra hanno bisogno di aiuto perchè possono fare qualcosa per qualcuno. Ma sempre più si vede la gente che viene praticamente tenuta a non fare niente, o perlomeno a fare qualcosa che ha il valore del niente, e socialmente sembrerebbe un comportamento accettato.
Non si tratta in questo caso della sterile polemica dello stare dalla mattina alla sera davanti ad un cellulare o davanti ad uno schermo di un computer guardando quello che fanno le altre persone nella loro vita e per la maggiore soffrendo morbosamente di invidia.
Una volta il lavoro era qualcosa di socialmente vincolante, come è rimasto in alcune culture sociali della Terra. E sotto un certo aspetto lo è anche dove lavorare è un verbo generico. Ma davanti al fatto che la ricerca delle persone è la ricerca del non lavoro, se cosi si può dire, rimando al titolo: lavorare può essere diventato qualcosa di sbagliato?

24 giugno: Il mito della velocità. Utile solo nelle corse

Credo si possa fare un applauso a tutte quelle persone che corrono sulle strade. Perché sono la manna dal cielo per tutte quelle compagnie di assicurazioni che cercano di incrementare i propri affari. Che cercano un modo per prendere più quattrini ai propri assicurati idioti che hanno il valido vizietto di premere sull’acceleratore. Ma in fondo alla questione la velocità ha ancora un significato sulla strada?
Per un certo verso si, per un certo verso no. Dal lato più positivo del fronte ci vuole della gente che corre sulle strade, per esempio, perché sta inseguendo un criminale, e in questo caso si tratta delle Forze dell’Ordine. Oppure si tratta di un malato che deve essere urgentemente portato da un ospedale all’altro, in alcuni casi, oppure da un incidente o da una situazione pericolosa verso un presidio sanitario per potergli dare le giuste cure. Dal lato più negativo non si può non notare l’idiozia di tutti quelli che solo per il fatto di avere una macchina di grossa cilindrata, oppure perché non hanno di meglio da fare – concetto opinabile, visto che nella vita basta pensarci e qualcosa di meglio da fare lo trovi – allora danno gas al motore. Quello che si guadagna a comportarsi in questo modo, però, è tanta benzina in meno nel serbatoio, le gomme della macchina da cambiare ogni volta, il motore da mettere a punto. E ultimo ma non sempre possibile, un abbondante incidente da cui raccogliere i cocci della situazione se non ché dover finire in tribunale e poi in galera per omicidio stradale, nel peggiore dei casi.
La velocità in automobilismo deve rimanere un fatto da corse. E nulla più. Soprattutto nel futuro, dove la mobilità sarà sempre più un fatto comandato dai computer e quindi la mano dell’uomo sarà sempre meno capace di mettere gas alla macchina e poi distruggere, forse, una vita o una casa per un poderoso frontale.

18 giugno: Viaggiare oggigiorno è il senso della foto ad ogni costo

Come giustamente mi ha fatto osservare una persona, viaggiare è un verbo che si declina nel tempo. Nel passato, quando un giornalista era un diarista perché questa professione nasce dalla cultura di raccontare il tempo prima nel privato poi per il pubblico, vedere i posti era una formazione personale. Ed era completamente obbligatoria la questione di andare a vedere di persona perché la fotografia nasce più o meno recentemente e non era la fotografia di oggi per mezzi e diffusione. Oggi si riesce a vedere tutto e si può fare il viaggiatore dal proprio divano o dal letto o dal computer scorrendo il rullo dei propri amici o follower.
Credo che nel tempo, oltre a questo snaturamento, ci sia stato anche lo snaturamento per cui viaggiare è un vantaggio solo per chi se lo può permettere. In questione economica e in questione temporale. Perché viaggiare fa vantaggio sociale per chi lo compie e rende gli altri delle mete tutti coloro che non viaggiano. E a questo si aggancia che la scala si alza se oltre a non viaggiare non condividi dove vai. Insomma sei un emerito sfigato se stai sempre a casa tua. Sei più sfigato se non impegni il tuo tempo libero oltre a non viaggiare a non fare foto di dove viaggi. E sei la più assoluta cacca umana se non progetti nemmeno di fare una vacanza.
Ma se fare una vacanza vuole dire non fare l’inquinamento tanto fotografico quanto ambientale del proprio passaggio nel mondo, meglio fare una foto del giardino di casa propria, dove magari fai orto o coltivi fiori, che portare della spazzatura dove sarebbe meglio lasciare intatto l’ambiente meta del proprio ipotetico viaggio.

Il riposo è importante, ma è importante anche lavorare…

Solitamente la domenica è sempre stata momento di riposo per chi lavora. Dal lunedì al venerdì e poi sabato per fare la spesa e le commissioni e la domenica, per la maggiore si sta a letto a “gustarsi” il pomeriggio televisivo dei vari canali generalisti. Oggigiorno sono subentrare le tv su internet e di conseguenza computer e smart tv. Ma nella struttura ossea della situazione la cosa non è mai tanto cambiata. Questa routine ha accompagnato uomini e donne solo e poi fidanzati barra conviventi. Eventualmente sposati con figli che poi a loro volta, in quanto cittadini moderni hanno preso il posto di qualcuno che ha sempre fatto quella vita, non per forza i propri genitori, e così la ruota ha continuato a girare. Fino ai tempi moderni. Dove puoi avere dei turni di lavoro e non per forza la domenica libera. Al massimo un altro giorno.
In questa struttura sociale, come si incastra la volontà del m5s di non far lavorare la domenica? Molto brevemente: male. Perché da che mondo è mondo non è il dipendente che ha in linea di principio le leve del comando, ma il datore di lavoro. È sempre stato lui il vero bersaglio. Ma non da obbligare: da convincere. Da fargli capire che non esiste solo l’incidenza, ma la rigenerazione nel riposo del dipendente. Un dipendente che produce è un dipendente che è contento di andare a lavorare. E non un preso per il collo dai debiti del vivere sociale comune. Non ha obblighi, se non quello di vivere dignitosamente in mezzo agli altri, senza che ne debbano sopportare le lamentele lavorative.

A stasera…

… con:

Le Ricette
e
Le Interviste.

Vi faccio una confessione:

mi piacerebbe molto aprire una discussione con voi. Oltre che su quello che su queste pagine vedete ogni giorno.
Mi rendo conto che la maggior parte di voi è presa da impegni che non permettono di stare davanti ad un computer più di quanto sia concepibile per la propria giornata – detto più semplicemente bisogna lavorare e non si può stare a spettegolare o a insultare su web perché le bollette non si pagano da sole.
Però se voi aveste delle preferenze sugli argomenti da trattare o se siete a caccia di informazioni ma non sapete come fare a rintracciarle – ovvio che ciascuno di voi sa cercare con Google, ma tempo e attenzione non lo permettono sempre – basta scrivere.

Rimango in attesa delle vostre richieste. Tanto qui su blog quanto sui social…

See you soon…

Blogosphera estiva del 9 agosto 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
Siccome sto per andare…
Extra:
Post it

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“È compito della conoscenza parlare ed è privilegio della saggezza ascoltare.”

OLIVER WENDELL HOLMES SR.

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Meteo:
Vi lascio il sito del meteo da cui poter guardare giorno per giorno:
Il Meteo

Blogosphera estiva del 6 agosto 2016

Il Blog dell’Estate:
La risposta di oggi…
Le due Righe:
Si avvicina per chi vi scrive…
Extra:
Post it

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“Voler spacciare il sogno per un mero gioco di pensieri, mere immagini fantastiche, rivela mancanza di riflessione e di onestà.”

ARTHUR SCHOPENHAUER

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Meteo:
Previsioni per Domenica 7 Agosto 2016
Previsioni per Lunedì 8 Agosto 2016