Archivi tag: realtà

17 giugno: Condonare è sinonimo di far fare quello che si vuole?

Nella vita delle persone gli errori sono qualcosa che sono parte della struttura portante (e se non lo è si può dubitare del tipo di persona). Ma non si può dimenticare che sono errori. Cioè oggetti negativi che possono certamente avere risvolti negativi come positivi, ma comunque negativi. E come tali da condannare in modi più o meno gravemente o pesantemente.
Ma nella vita delle costruzioni cosa si può dire? O nel caso del principio delle tasse? Che bisogna rispettare le regole pena una sanzione o una condanna. Ma da qualche anno a questa parte si considera errore un mezzo con cui fare cassa dando al soggetto colpevole una scappatoia per arginare la pena a cui dover far capo. E questo è bene? Più che altro è qualcosa che apre il discorso per cui si aspetta, praticamente con la certezza che si può fare quello che si vuole, un condono edilizio o una sanatoria fiscale, detti con i mezzi comunicativi più disparati, e quello che non andrebbe fatto lo si può fare. Aumentando la realtà del particolare che non c’è limite al fattibile umano. Tanto c’è il condono di tutti i tipi!

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11 giugno: La mancanza di chiarezza non permette progresso

Detto cosi questo titolo sembra quasi una massima o un proverbio. Ma se ci si pensa sotto sotto questo è un problema abbastanza grave. Per cui ci sono persone che di fronte alla loro non conoscenza non potrebbero fare qualcosa di meglio della loro vita. Mentre invece se fossero provvisti di adeguati parametri di consapevolezza della situazione che gli sta intorno farebbero magari cose che uno non si aspetterebbe. Come chi sta scrivendo queste poche righe in questo momento.
Io per evidenti impegni non ho potuto ne leggere un quotidiano da giorni ne ascoltare un telegiornale anche tra i più politicizzati. E di conseguenza la mia consapevolezza della realtà che ho intorno si ferma a ciò che ho ascoltato l’ultima volta che ho letto o ascoltato un giornalista raccontarmi quello che succede.
A questo punto la domanda è una sola: posso fare qualcosa di buono nella mia vita se non vengo a sapere come vanno avanti le cose nel mio paese? Detto più settoriale: se i politici la smettessero di non dire le cose come stanno si potrebbe forse sperare in una crescita in quanto paese che va al di la della vera conoscenza giornalistica di quello che succede nel paese e nel mondo?
Detto ancora diversamente: se i politici la smettessero di dire la loro per da una parte lisciare il pelo del proprio elettorato e dall’altra alla ricerca del maggiore consenso iniziassero a dare ai propri elettori e ai propri cittadini una consapevolezza più ampia di quello che è il proprio orticello e di come meglio coltivarlo, non ci sarebbe una corsa virtuosa a chi fa le cose meglio non solo dentro il paese ma anche al di fuori con la maggiore espansione di conoscenza e di capacità attrattiva?
E’ sinceramente molto utopico quello che ho scritto. Ma come mi disse una volta una persona se nessuno mai comincia a fare o dire qualcosa per cambiare la situazione non ci sarà mai qualcuno che oltre a te farà il primo passo per iniziare un cammino. Come, ahime, scrive Matteo Renzi nel suo

La semplicità di cosa ci sia da fare non sempre va bene

La realtà è di per sè qualcosa di antitetico al binarismo. In pratica non è solo bianca e nera, ma padrona di notevoli sfumature di grigio. E chi affronta la realtà cercando di dargli ordine si trova alle volte a definire tutto quello che è nel mondo come bene o male, come buono o cattivo, come positivo o come negativo. A questo punto però bisogna fare un attimo di precisazioni, con un esempio.
Tutti sappiamo cosa è una multa. E’ qualcosa che succede a qualcuno quando fa una infrazione a una regola o a una legge del paese o dell’ambiente in cui vive. E solitamente la multa è un male perché succede in una situazione negativa. Ma poniamo il caso che la multa sia qualcosa di positivo, come quando qualcuno la prende perché ha parcheggiato vicino al proprio posto di lavoro e quindi può lavorare e portare avanti la sua vita. Perché può sembrare un caso paradossale, ma ci sono persone che per esigenze di lavoro devono parcheggiare la propria auto in situazioni precarie se non fisse di infrazione. Infatti se uno deve lavorare in più sedi e dover parcheggiare in più posti durante la propria giornata ha l’esigenza di lasciare la sua auto in posti dove il parcheggio è a pagamento ma non ha il tempo di pagarlo o se il pagarlo fisso può essere più dispendioso della multa singola o di più multe.
Da questo esempio cosa si può trarre? Che la multa è qualcosa di negativo, ma che per qualcuno quella negatività è sopportabile. In questo caso la realtà negativa della multa si fonde con la positività di lavorare e quindi la semplice soluzione di pagare il parcheggio non risolve il problema del lavoratore che si è messo in mezzo in questo caso.
La negatività e la positività sono un importante spartiacque della vita e di quello che ci circonda. Ma non sempre ciò che è positivo è tale in purezza e il negativo dall’altra parte segue lo stesso meccanismo. Chi offre soluzioni troppo rigide tra ciò che è e ciò che non è non sempre può affermare di avere la verità in tasca.
La verità ha confini molto fumosi, molto labili.

Il metodo Lucano: tra ombre e risultati

C’è chi può dire che il sindaco Lucano, con il suo progetto nel paese di Riace che integrava i migranti come cittadini e lavoratori, è solo qualcosa da buttare via perché i migranti sono della m**da da rispedire al proprio paese. E chiunque, come sto facendo io in questo momento, dicesse una cosa del genere viene segnalato con un oceano di indici che stanno a simboleggiare che se dici una cosa del genere i migranti te li potresti tenere a casa tua.
Più che legittimo. Ma se si permette, il sindaco di Riace ha visto una risorsa per il proprio comune per dare una forma diversa alla sua situazione, tra le case disabitate ai lavori di nettezza urbana e via dicendo di cui il territorio del suo comune aveva bisogno, unendo il comune che amministrava alle legittime esigenze dei migranti che non sono delle vacche da poter anche lasciare al pascolo senza un tetto sulla testa e un tozzo di pane da mangiare.
Quello che non si capisce è come mai noi, popolo di emigranti in America e in Australia, ci mettiamo a fare questa figuraccia nei confronti della storia quando si potrebbe adattare il modello Riace ad altre realtà del paese dove basterebbe poco per ridare vita ad un borgo disabitato e dare da lavorare a uomini e donne che non saprebbero chi ringraziare delle divinità esistenti al mondo per aver ottenuto cosi tanto per il proprio presente e per il proprio probabile futuro.
Il paese Italia avrebbe certamente bisogno di un rinforzo per lavorare dove ce ne sarebbe bisogno. E le cose sono due: o gli italiani si rimettono a lavorare piuttosto di frequentare i tavolini dei bar o si accettano i migranti e il ministro Salvini si darebbe pace perchè i migranti fanno quello che i suoi concittadini non fanno (vogliono fare?).

Blogosfera del 20 gennaio 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

ZIPALTONE:

Pensiero numero centoquarantasei

LE RICETTE:

Torta di Riso di Chiara Maci

Blogosphera estiva del 22 agosto 2016

Il Blog dell’Estate:
L’affermazione di oggi…
Le due Righe:
A Matteo Renzi è stato…
Extra:
Post it

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“L’amore non conosce dovere alcuno. Il dovere è un peso, una formalità. L’amore è una gioia, una condivisione; l’amore è informale.”

OSHO

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Meteo:
Previsioni meteo per Martedì 23 Agosto 2016
Previsioni meteo per Mercoledì 24 Agosto 2016

Blogosphera estiva del 20 luglio 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
In questo caso non si può…
Extra:
Post it

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“Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.”

ARISTOTELE

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Meteo:
Previsioni per Giovedì 21 Luglio 2016
Previsioni per Venerdì 22 Luglio 2016