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4 luglio 2019: L’ambientalismo non piace. Ci dicano cosa fare a riguardo…

Noi uomini, anche se ce ne dimentichiamo, siamo esseri naturali. Ma non nel senso che siamo un pezzo di natura come gli animali e le piante, ma che siamo inseriti nel circuito della natura sempre delle piante e degli animali. Ho detto che ce ne dimentichiamo perché sempre più intorno a noi ci siamo costruiti un ambiente che ha si una natura, ma completamente scollata dal pianeta dove tutti quanti, animali e piante compresi, viviamo.
Si potrebbe dire che a questo punto buone le iniziative che danno alla natura totale del pianeta la precedenza e abbasso le procedure che scollano la realtà umana da quella naturale. E invece sempre si dice che noi uomini stiamo già facendo tanto per la natura, e che gli ambientalisti dovrebbero essere soddisfatti di quello che gli uomini stanno facendo.
Gli ambientalisti quindi sono dei rompiscatole e con loro la loro dottrina e il loro credo. Io non sono un ambientalista, ma capisco le loro esigenze sull’ambiente e cerco nel limite del possibile di fare la mia parte. Ma tutti gli altri sarebbero pregati di fare qualcosa per spiegare come mai nei fondali marini si trova la spazzatura e nei mari e negli oceani si sono formate spontaneamente le isole di plastica rifiuto degli uomini. Io fino a quel momento  continuo a fare qualcosa. Gli altri sono invitati a trovare l’ennesima scusa…

24 giugno: Il mito della velocità. Utile solo nelle corse

Credo si possa fare un applauso a tutte quelle persone che corrono sulle strade. Perché sono la manna dal cielo per tutte quelle compagnie di assicurazioni che cercano di incrementare i propri affari. Che cercano un modo per prendere più quattrini ai propri assicurati idioti che hanno il valido vizietto di premere sull’acceleratore. Ma in fondo alla questione la velocità ha ancora un significato sulla strada?
Per un certo verso si, per un certo verso no. Dal lato più positivo del fronte ci vuole della gente che corre sulle strade, per esempio, perché sta inseguendo un criminale, e in questo caso si tratta delle Forze dell’Ordine. Oppure si tratta di un malato che deve essere urgentemente portato da un ospedale all’altro, in alcuni casi, oppure da un incidente o da una situazione pericolosa verso un presidio sanitario per potergli dare le giuste cure. Dal lato più negativo non si può non notare l’idiozia di tutti quelli che solo per il fatto di avere una macchina di grossa cilindrata, oppure perché non hanno di meglio da fare – concetto opinabile, visto che nella vita basta pensarci e qualcosa di meglio da fare lo trovi – allora danno gas al motore. Quello che si guadagna a comportarsi in questo modo, però, è tanta benzina in meno nel serbatoio, le gomme della macchina da cambiare ogni volta, il motore da mettere a punto. E ultimo ma non sempre possibile, un abbondante incidente da cui raccogliere i cocci della situazione se non ché dover finire in tribunale e poi in galera per omicidio stradale, nel peggiore dei casi.
La velocità in automobilismo deve rimanere un fatto da corse. E nulla più. Soprattutto nel futuro, dove la mobilità sarà sempre più un fatto comandato dai computer e quindi la mano dell’uomo sarà sempre meno capace di mettere gas alla macchina e poi distruggere, forse, una vita o una casa per un poderoso frontale.

12 giugno: La magistratura a forza di toccarla può rompersi?

Intanto bisogna partire dal fatto che, di sinistra o di destra, di centro o senza colore, la magistratura è fatta di magistrati. Cioè di uomini. E in quanto uomini soggetti sia alle forze sia alle fragilità che la natura umana porta con se di fronte ai problemi o di fronte alle scelte che uno di volta in volta deve fare per la propria crescita. Personale e professionale.
Quindi da questo si deve partire per valutare un fatto: a forza di mettere becco nella questione l’istituto della magistratura si può incrinare. E nemmeno il potere di Mattarella potrebbe mettere una toppa dopo le ennesime toppe che deve mettere nelle questioni del paese. Ma alla base partiamo dal fatto che si può incrinare. E’ da questo che la classe politica, sia di maggioranza che di opposizione, deve dare inizio secondo me ad un progetto trasversale. Che può partire dalla maggioranza ma che deve arrivare all’opposizione e viceversa. Perchè se da un lato in Italia non si può prescindere dalla corruzione, ahime, dall’altro chi comanda non può mettersi a fare il bambino capriccioso nella cameretta dei giochi una volta arrivati a Palazzo Chigi fino a tutti gli altri ministeri.
Non bisogna dimenticare che la magistratura è un potere indipendente e separato dall’esecutivo. Ma tutti e due sono pezzi interconnessi anche se divisi. E in base a questo principio devono tutti e due, ma  attualmente un pelino di più la politica, vedere fino a che punto possono fare il proprio lavoro e fino a che punto l’altro non deve eccedere nel potere dell’altro.
Io non credo che la magistratura sia di base forcaiola e la politica una fabbrica di corruzione. Ci sono dei fatti che dicono il contrario, ma nella vita tutti sappiamo che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Proprio per questo mi appello a ciò che di buono esiste dell’esecutivo e del giudiziario. Perché da ambo le parti ci sia rispetto. Soprattutto da parte della politica, che chissà come mai deve sempre mettere mano dove non dovrebbe. Da qui la domanda del titolo. Rivolta non solo alla politica, ma a tutti quanti.
Come tutte le cose, soprattutto quelle umane, basta poco perchè vadano in frantumi e creino dei problemi al sistema di questo paese. Lasciamo stare quello che non è di nostra competenza. E facciamo in modo che tutto possa funzionare e il paese possa prosperare.

Save the Children: quanto può costare salvare la vita di una persona

La cifra è presto detta: 30 centesimi. E’ il costo di un nutrimento per bambini che Save the Children, ma per essere onesti non solo loro, offre quando può e dove può a tutti quei bambini che, sembra uno scherzo nel mondo produttore di cibo e affetto da obesità per tantissime persone che devono ricorrere alla dieta e alle operazioni gastriche, soffrono di malnutrizione.
Si tratta di beneficenza. Ma molti di noi si possono dire: io faccio già beneficenza. E soprattutto la faccio con chi so che avrà un vero beneficio dello sforzo o dei soldi che posso far uscire dal mio portafoglio. Va bene. Ma un bambino e una società di beneficenza e di supporto nel mondo più povero e in tutti quei paesi dove anche l’acqua è un lusso, si può negare un paio di euro? Si può pensare che loro dissiperebbero quei pochi euro per altro?
Io credo che se qualcuno avesse la possibilità di prendere un paio di Euro dal proprio conto corrente e darlo a loro, visto che un nutrimento per un bambino costa 30 centesimi, magari un bambino in più potrebbe crescere e diventare un uomo e dare un futuro alla propria famiglia, potendo lavorare pe loro.
Magari si fa a meno di qualche caffè al bar e si sa un futuro ad un bambino. E forse un poco di beneficenza la faccio a me stesso, bevendo meno caffè e eccitando di meno il cuore e il mio organismo.

Il metodo Lucano: tra ombre e risultati

C’è chi può dire che il sindaco Lucano, con il suo progetto nel paese di Riace che integrava i migranti come cittadini e lavoratori, è solo qualcosa da buttare via perché i migranti sono della m**da da rispedire al proprio paese. E chiunque, come sto facendo io in questo momento, dicesse una cosa del genere viene segnalato con un oceano di indici che stanno a simboleggiare che se dici una cosa del genere i migranti te li potresti tenere a casa tua.
Più che legittimo. Ma se si permette, il sindaco di Riace ha visto una risorsa per il proprio comune per dare una forma diversa alla sua situazione, tra le case disabitate ai lavori di nettezza urbana e via dicendo di cui il territorio del suo comune aveva bisogno, unendo il comune che amministrava alle legittime esigenze dei migranti che non sono delle vacche da poter anche lasciare al pascolo senza un tetto sulla testa e un tozzo di pane da mangiare.
Quello che non si capisce è come mai noi, popolo di emigranti in America e in Australia, ci mettiamo a fare questa figuraccia nei confronti della storia quando si potrebbe adattare il modello Riace ad altre realtà del paese dove basterebbe poco per ridare vita ad un borgo disabitato e dare da lavorare a uomini e donne che non saprebbero chi ringraziare delle divinità esistenti al mondo per aver ottenuto cosi tanto per il proprio presente e per il proprio probabile futuro.
Il paese Italia avrebbe certamente bisogno di un rinforzo per lavorare dove ce ne sarebbe bisogno. E le cose sono due: o gli italiani si rimettono a lavorare piuttosto di frequentare i tavolini dei bar o si accettano i migranti e il ministro Salvini si darebbe pace perchè i migranti fanno quello che i suoi concittadini non fanno (vogliono fare?).

Lo spread nel passato a livelli altissimi: adesso o poi si dovrà pagare…

Solitamente la memoria è qualcosa di molto ridotto. Non si sa se per volere di qualcuno o perché vale anche per gli uomini e per quello che fanno lo stesso principio che vale oggi per gli smartphone: l’obsolescenza programmata. Ma chissà come mai viene da ricordare un periodo del paese in cui lo spread era altissimo ed è stato necessario nominare Mario Monti premier per tenere calmi i mercati.
Questo particolare “in particolare”, perché in quel momento della nostra storia principalmente economica è successo un fatto che avrà una rilevanza in un futuro non si sa fino a che punto prossimo o presente: i titoli di stato venduti in quel momento. Infatti il Tesoro italiano, per ottenere soldi dai mercati e dall’estero ha piazzato titoli ad un tasso d’interesse molto alto. Proprio perchè quel tasso aveva un andamento a seconda dello spread, che è un differenziale tra i Bund tedeschi, che sono i titoli di stato della Germania, e i nostri titoli di stato.
Se fossi nel governo italiano, non soltanto nel Ministero dell’Economia, inizierei a capire come affrontare quel momento in cui chi ha comprato i titoli passerà all’incasso di quegli interessi cosi alti. E delle chiacchiere non saprà certamente che farsene. Sarebbe per lo meno un atto di responsabilità economica che dovrebbe partire da chi è attualmente al governo. Invece di mitragliare l’opinione pubblica di slogan che lasciano il tempo che trovano per ottenere la poltrona di Palazzo Chigi. E magari attuare la tecnica del tappeto: il luogo dove tutta la polvere finisce senza che sia regolarmente affrontata come problema della pulizia della casa.

Non serve una "bambola" che insegna a rispettare l’ambiente…

A me fa molto piacere che ci sia una bambina a favore dell’ambiente. E anche che si cerchi di combattere la plastica monouso contro una plastica o un metallo che possa essere riutilizzato più volte prima di finire nella spazzatura. Ma c’è una cosa che vedo con tanta evidenza: quella bambina assomiglia tanto ad una bambola su cui stanno speculando tante persone. Con le foto e i selfie.
Mi piacerebbe tanto che le donne e gli uomini del mondo, piuttosto che fare bella mostra di se stessi accanto ad una ragazzina che, dispiace dirlo, odora molto di usa e getta, facessero delle cose tangibili più di una foto o di una intervista. Sarebbe bello che il verde invadesse il mondo come giustamente è sempre stato, dato che il cemento non è qualcosa che cresce naturalmente. Questo però non vuol dire che il cemento è sbagliato, ma è sbagliato come in tutte le cose l’abuso che se ne fa, più comunemente e per i piccoli piaceri dell’arroganza della ricchezza. Che solo per il fatto di avere della ricchezza si mette a costruire dove alle volte non sarebbe concesso.
Dovrebbe esistere il nuovo eco-lusso. Dove il simbolo della ricchezza è avere più di altri la capacità di riciclare e di costruire verde dove altri magari non sarebbero riusciti.
Cari ricchi del mondo, se state ascoltando le strambe parole di questo scribacchino da tastiera, provate ad avere uno sguardo diverso di come poter investire i vostri soldi. Pensate di meno al vostro presente e cercate un futuro ecologico per i vostri figli e nipoti, che sono a conti fatti la vera ricchezza di cui uno dispone nella vita.