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12 giugno: La magistratura a forza di toccarla può rompersi?

Intanto bisogna partire dal fatto che, di sinistra o di destra, di centro o senza colore, la magistratura è fatta di magistrati. Cioè di uomini. E in quanto uomini soggetti sia alle forze sia alle fragilità che la natura umana porta con se di fronte ai problemi o di fronte alle scelte che uno di volta in volta deve fare per la propria crescita. Personale e professionale.
Quindi da questo si deve partire per valutare un fatto: a forza di mettere becco nella questione l’istituto della magistratura si può incrinare. E nemmeno il potere di Mattarella potrebbe mettere una toppa dopo le ennesime toppe che deve mettere nelle questioni del paese. Ma alla base partiamo dal fatto che si può incrinare. E’ da questo che la classe politica, sia di maggioranza che di opposizione, deve dare inizio secondo me ad un progetto trasversale. Che può partire dalla maggioranza ma che deve arrivare all’opposizione e viceversa. Perchè se da un lato in Italia non si può prescindere dalla corruzione, ahime, dall’altro chi comanda non può mettersi a fare il bambino capriccioso nella cameretta dei giochi una volta arrivati a Palazzo Chigi fino a tutti gli altri ministeri.
Non bisogna dimenticare che la magistratura è un potere indipendente e separato dall’esecutivo. Ma tutti e due sono pezzi interconnessi anche se divisi. E in base a questo principio devono tutti e due, ma  attualmente un pelino di più la politica, vedere fino a che punto possono fare il proprio lavoro e fino a che punto l’altro non deve eccedere nel potere dell’altro.
Io non credo che la magistratura sia di base forcaiola e la politica una fabbrica di corruzione. Ci sono dei fatti che dicono il contrario, ma nella vita tutti sappiamo che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Proprio per questo mi appello a ciò che di buono esiste dell’esecutivo e del giudiziario. Perché da ambo le parti ci sia rispetto. Soprattutto da parte della politica, che chissà come mai deve sempre mettere mano dove non dovrebbe. Da qui la domanda del titolo. Rivolta non solo alla politica, ma a tutti quanti.
Come tutte le cose, soprattutto quelle umane, basta poco perchè vadano in frantumi e creino dei problemi al sistema di questo paese. Lasciamo stare quello che non è di nostra competenza. E facciamo in modo che tutto possa funzionare e il paese possa prosperare.

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8 giugno: Radio Radicale è una voce da non zittire. Ma non può essere un peso morto…

Io vivo di informazione. Come lo è questo blog che fa informazione e di cui ringrazio da una parte voi lettori e dall’altra la piattaforma WordPress per permettermi di scrivere quello che più preferisco. E mi piange leggermente il cuore sentire che Radio Radicale, un mezzo di informazione che ha una storia importante alle spalle, ha dei problemi. Si tratta in tutto e per tutto del fatto che non ci sono eventuali coperture economiche per poterla mandare avanti. La domanda a questo punto è una soltanto: come mai sempre più si pensa allo Stato italiano come all’ultimo pagatore di tanti progetti, come quello di Radio Radicale, che non riesce a rimboccarsi le maniche e a darsi una scrollata piuttosto di piangere miseria?
Non vuol dire questo che da oggi in poi Radio Radicale deve mettersi a trasmettere pubblicità come le altre emittenti commerciali, ma potrebbe da un lato rendersi meno un mezzo a peso morto, dall’altro iniziare ad essere una radio con un progetto e soprattutto, magari, fornitrice di materiale radiofonico come può essere fornitore di materiale una agenzia stampa o una agenzia fotografica. Che fa il lavoro che altri giornalisti faticherebbero a fare e riesce con questo a rendersi sostenibile.
Con questo non voglio che Radio Radicale faccia quello che voglio io. Ma più in generale vorrei che nel nostro paese ci siano meno situazioni di sostegno a stampella unica da parte del nostro Stato quando non è strettamente necessario, e sempre più autosostegno di ciascuno rispetto al bancomat che è sempre stato lo Stato italiano da che mondo è mondo. Un briciolo di rispetto…

Il buon esempio di essere un ministro degno del proprio ruolo

Vuoi in Italia vuoi in un altro paese, fare il ministro non è una cosa facile. Perché da un lato hai delle responsabilità da portare avanti, dall’altro devi essere il frontman della situazione in tutto e per tutto quello che riguarda quello che fai nel tuo lavoro di amministratore del governo. E’ stata di qualche tempo fa la notizia di un ministro della salute che fuma. Ma si potrebbe guardare dentro casa nostra e vedere un Ministro dell’Interno che, anche se non potrebbe, indossa le divise dei suoi sottoposti. Esiste infatti l’articolo 498 del Codice Penale che vieta ad un rappresentante istituzionale di portare le divise di un corpo delle Forze dell’Ordine: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico [c.p. 266] la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.p. 359] (1), ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929”.
Detto questo, perché Salvini fa quello che fa? Semplice: perché ha capito che ai suoi uomini questa cosa fa piacere, oltre che all’elettorato. E quindi: largo a più non posso. Ma non è una cosa che può funzionare in eterno: se non fai il tuo lavoro di ministro, se non dai il buon esempio, è inutile tu faccia il ministro. E’ inutile faccia del carnevale, con tutto il rispetto delle divise vere, quando sarebbe meglio stare nel tuo ufficio a risolvere i problemi giornalieri. In semplice giacca e cravatta.

Blogosfera del 24 ottobre 2016

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LA RACCOLTA DEI RACCONTI:

LE LETTURE:

LE RICETTE:

IL BLOG DI MATTEO BAUDONE:

La domanda di oggi

Blogosphera estiva del 19 luglio 2016

Messaggio per i lettori:
Chiedo scusa per la pubblicazione a singhiozzo, ma impegni estivi mi bloccano altrove dal computer. Cercherò di fornirvi il mio operato di blogger quando possibile.
Buona lettura!

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Il Blog dell’Estate:
L’affermazione di oggi…
Le due Righe:
Ho già detto che l’Isis…
Extra:
Post it

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“Il debito di una chiesa è il salario del diavolo.”

HENRY WARD BEECHER

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Meteo:
Previsioni per Mercoledì 20 Luglio 2016
Previsioni per Giovedì 21 Luglio 2016

Blogosphera estiva del 17 luglio 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
Chissà come mai c’è…
Extra:
Post it

La Raccolta dei Racconti:
Pagina 7–il video

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“Qual è la qualità peculiare dell’uomo? La ragione: se questa è onesta e perfetta, dà all’uomo una felicità completa.”

LUCIO ANNEO SENECA

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Meteo:
Previsioni meteo per Lunedi 18 Luglio 2016
Previsioni meteo per Martedì 19 Luglio 2016

Previsioni settimanali by 3BMeteo

Blogosphera estiva del 26 giugno 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
In questo momento…
Extra:

Post it
Post it 2

La Raccolta dei Racconti:
Pagina 4–il video

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“La libertà di commercio non è un principio è un espediente.”

BENJAMIN DISRAELI

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Meteo:
Previsioni per Lunedì 27 Giugno 2016
Previsioni per Martedì 28 Giugno 2016

L’aggiornamento meteo settimanale a cura di 3BMeteo