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23 luglio 2019: Il vicepremier è un “dipendente” del premier

Non si può evitare di dire che Salvini la deve smettere di fare il premier. Per due semplicissimi motivi: non lo è e in quel posto esiste già qualcun altro. Si può fare il lavoro di qualcuno che sta già lavorando in quel posto esclusivo ed unico nella conduzione delle sorti del paese?
Forse non ci si accorge che fare quello che deve fare qualcun altro al posto suo porta a due conseguenze: si delegittima chi sta coprendo quel ruolo e si crea confusione nella popolazione. Non si fa dare fiducia a chi deve prendere le decisioni in particolari sedi della gerarchia delle cariche pubbliche.
È indubbio che Salvini fa quello che sta facendo perchè vorrebbe essere lui il premier del paese. Ma non lo è per adesso. Come non lo sono tutti gli italiani non regolarmente e democraticamente eletti a quella carica. Se Salvini riuscirà a farsi eleggere come premier del paese avrà tutto il diritto di fare quello che fa un premier. Ma adesso è solo un ministro della repubblica. Se ci fosse del sale in zucca, farebbe in modo di essere il buon esempio, magari stando di più al Viminale a prendere delle decisioni più lavorative di quelle che prende. Non è molto credibile un viceministro che sta più in giro a fare indubbiamente parte del proprio lavoro, anche politico, ma tralascia tutto il resto con la credenza che un ministro deve stare più in mezzo alla gente. C’è stato qualcuno che nella sua storia politica e nella storia del mondo e di un paese faceva un mare di comizi. E portava un paio di baffetti molto curiosi…

15 luglio 2019: Procedura UE rientrata: l’inutile sbraitare di Salvini

Ebbene si il titolo la dice praticamente tutta: il ministro dell’interno nonché vicepremier nonché segretario di uno dei partiti maggioritari in parlamento ha fatto sbraiti contro l’Unione Europea di non voler correggere i conti ma alla fine il Premier Conte ha fatto quello che doveva di concerto con l’UE: ha corretto i conti.
Quindi non si capisce come mai il ministro Salvini, che vanta maggioranza in parlamento anche se non ha tutta la maggioranza necessaria per fare da solo, continui a fare quello che sta facendo. Molto probabilmente lo sta facendo per il suo elettorato, che lo vuole in un certo modo altrimenti gli direbbero addio. Ma prima o poi gli elettori di Salvini si renderanno conto che lui da solo vuole fare molto di più di quanto è in suo potere. E nemmeno l’essere il premier del paese gli permetterebbe di fare fino in fondo quello che preferisce. Perché quando sei un premier di un paese non puoi fare solo quello che vuole il tuo elettorato diretto, ma devi essere in grado di prendere delle decisioni alle volte corali che possono non far piacere all’elettorato ma devono far piacere a forze maggiori dei tuoi cittadini. Della tua gente.
Alle volte devi prendere delle decisioni impopolari che devono dare una direzione al paese e che certi tuoi elettori magari non hanno la minima intenzione di accettare. Come succede per i 5S con la Tav.

27 giugno: Isolarsi dal mondo ha un valore?

Noi siamo un paese plurale. Siamo un paese che senza che si possa pensare del favoritismo, ha nelle sue squadre degli atleti non prettamente di pelle bianca, ma non si pensi male di quello che dico, ma ha anche tanti atleti di colore che sono regolarmente dei cittadini italiani con tanto di passaporto. Siamo un paese che più o meno bene riesce a equilibrare presenze multietniche come forse, ma certamente meglio di noi, riesce a fare l’America. Siamo un paese che cerca sempre di avere a che fare con tante realtà del mondo e non si chiude, se non in casi particolari, in casa sua a girarsi l’ombelico.
A questo punto ci si può chiedere cosa ci faccia al governo un vicepremier che fa di tutto per chiudere con muri e barriere rispetto all’altro. Un poco come sta facendo, a mio avviso molto sbagliando, Trump con il muro con il Messico. Sto parlando di Salvini. E sto dicendo che sta sbagliando a chiudere il paese con la propria azione di vicepremier e di conseguenza creando problemi con il premier Conte e il Presidente della Repubblica Mattarella.
Salvini non sta facendo altro che creare dei problemi al nostro paese. Forse perché crede di avere ragione ma, come si dice, la ragione a casa propria non ce l’hanno mai gli altri. Forse Salvini crede di essere l’unico a casa propria che la pensa nella giusta maniera. O forse crede che avere tante persone che gli danno ragione significhi avere ragione. Beh, questo non è vero. E basta ripescare nel passato per cui alle leggi razziali davano ragione in tanti ma la ragione non ce la avevano perché hanno creato solo vergogna nel resto del mondo per il nostro paese.
Salvini può avere ragione nel fare quello che sta facendo al momento. Come nella questione dei migranti da bloccare nel mare. Ma non si può dire che nella totalità sia giusto lasciare morire, quasi, la gente su un barcone mentre non si fa altro che bloccare muscolarmente la situazione nella ferma volontà che qualcosa si sblocchi nel resto del mondo. Perchè non si minaccia più il contributo economico a fronte per lo meno di una attenzione verso la questione dei migranti verso l’Europa? Più in generale: perchè non si guarda più in grande piuttosto che guardare nel minimo della situazione generale? E qui il titolo: ha senso isolarci quando si può agire nel mondo per sensibilizzare nei problemi del nostro paese?

31 maggio 2019: La volontà di esistere che trascende

Politicamente parlando siamo in un momento assurdo. E giustamente il premier del paese, anche se sembra che comandi più Salvini che Di Maio o Di Maio che Salvini, ha fatto sapere che lui di vivacchiare non ne ha nessuna voglia. Quindi gli alleati di governo, cioè coloro che fanno la sostanza del governo e del controllo politico del paese, devono decidersi: o si fa meno casino oppure si va tutti a casa e si vede veramente cosa si vuole fare. Ma Salvini sembra quello che più non ha nessuna intenzione di cambiare la situazione da governativa a elettorale. E il motivo è principalmente, come qualche politico ha fatto presente sui giornali, che Salvini sta solamente succhiando voti al M5S. Insomma vuole a tutti i costi resistere nel governo e continuare la sua opera non solo di politico, con più o meno ovvi risultati, ma anche di ministro e sotto un certo aspetto di guastatore della situazione economica. Perchè fino a che si trattava di fare il duro e puro con i migranti, a casa propria e con i propri poteri ministeriali, è stato un conto. Adesso ci si sta scontrando con qualcosa di più grande di noi italiani e su cui farei bene i conti, fossi nella testa di Salvini, prima di mettersi a fare il monolite contro chi ci sta dando una certa pace economica, cioè la UE. Bisogna iniziare, se si vuole veramente, a pensare che si deve anche avere uno sguardo più ampio del solito post sui social. Non si può darla a bere con facilità alla gente mentre Confindustria e tanti altri non danno più il loro autentico sostegno.
Non si può fare la statua di cemento contro le cose che hanno un potere effettivo su di noi. Perchè si è dei governanti e non si può vivere della volontà di esistere indipendentemente dai risultati veri che si fanno. Ministro Salvini, lei cosa ha veramente fatto per il futuro del paese?

Non si può denunciare così facilmente solo perché si fa diversamente da ciò che si vuole

Il ministro Salvini ha tutto l’apprezzamento del mondo. Ma davvero tutto. Perchè pur non essendo quasi mai nel suo ufficio del ministero non si può dire che non sia un ministro che fa solo comizi elettorali. Cioè: li fa ma in parallelo, e credo nessuno possa negarlo, fa anche le sue visite istituzionali da bravo rapresentante del Governo presso i suoi sottoposti dele forze armate.
C’è una cosa che però fa veramente inorridire: che si metta a minacciare di fare delle denunce in giro perchè la sua volontà non viene rispettata. Cioè bloccare le navi di migranti che dovrebbero in linea di principio attraccare nei porti italiani ma lui, in base ad un volere di non accettazione dei migranti nel paese, le vorrebbe rispedire da altre parti. Pare sia indifferente dove possano andare a finire. Questa volontà di denunciare è proprio quello che si può dire la ciliegina sulla torta che dovrebbe far capire l’allargamento un po’ troppo eccessivo del volere di Salvini.
Con la volontà di non ripetere quello che fece Fassino dicendo a Grillo di fondare un partito che poi è diventato il Movimento 5 Stelle con tutte le vicissitudini che si conoscono, pregherei il ministro Salvini di rimandare, se ci riuscirà, le sue bizze da capo del governo a quando riuscirà a diventare il capo del governo. Adesso lui, è bene ricordarlo in generale, è si il vicepremier del governo Conte, ma soprattutto è un sottoposto del Governo Conte. Quindi faccia il bravo dipendente di governo e la smetta di sentirsi quello che è politicamente ma non definitivamente. E faccia attenzione a non farla fuori dal vaso, perchè è un attimo diventare da un ministro amato un ministro ridicolo.

Siri non ha più le deleghe. Adesso le europee?

Giustamente, come riportano i siti di informazione principali sulla questione di Siri, il sottosegretario leghista è stato ripulito, mi si permetta il verbo, delle deleghe ministeriali e adesso è fuori dal governo. Quello che è strano, fino ad un certo punto, è che il ministro Salvini non sta strepitando contro il premier per aver decretato, cioè fatto un decreto, la cancellazione delle deleghe dal sottosegretario indagato per corruzione. Da un lato si è dovuto, in quanto semplice ministro, assoggettare alle volontà del suo premier. Dall’altro lato lui non è nulla, adesso, senza l’appoggio dei cinque stelle, e allora si va avanti, presumibilmente, con questo assetto della situazione. A parte il fatto che Salvini, fuori dalla partigianeria politica, è un uomo di raziocinio, che sa la problematica internazionale a cui andrebbe incontro il paese se si facesse le bizze come un bambino capriccioso. Quindi di conseguenza non può diventare, se lo diventa, il premier di un paese spazzatura. Non lo vorrebbe diventare nessuno.
La domanda adesso è: fino a che punto il suo elettorato, quello leghista, sopporterà più di quanto sta sopportando la presenza dei 5 stelle al governo con loro? E dall’altro lato: il ministro Di Maio, di fronte ad un caso tanto ghiotto di debolezza del suo alleato di governo, quanto affonderà i denti perché da una parte il suo elettorato lo chiede, e dall’altra evidenti esigenze elettorali vorrebbero che, da solo a se stante, il capo dei 5 stelle inizi a pensare al suo capitale politico e di consenso nel paese? La speranza è una soltanto: che si diventi ad essere civili nella competizione elettorale e si smetta di far soffrire con colpi bassi e con ripicche che fanno solo involgarire.

Blogosfera del 30 novembre 2016

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LA RACCOLTA DEI RACCONTI:

LE LETTURE:

 

IL PIU’ E IL MENO:

L’affermazione di oggi…

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Stiamo arrivando al…

IL BLOG DI MATTEO BAUDONE:

La dichiarazione di oggi