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24 luglio 2019: Aumentare troppo le tasse è solo tempo sprecato

Più banalità di questa non si poteva dire. Cosa più scontata, dal lato destro del mondo, non si potrebbe dichiarare. Ma il punto di partenza non è solo l’appartenenza politica e quindi una area ideologica particolare. Il punto di partenza è la impressionante pressione fiscale che vige in questo paese e che non porta altro che ad una conseguenza praticamente lapalissiana: l’evasione fiscale.
Si potrebbe fare come in altri paesi il controllo remoto del fisco partendo dagli scontrini. Ma alla fine non si coglierebbe il punto: che non si può prescindere dal proverbio “Avuta la grazia gabbato lo santo”. Per cui qualcuno troverà il modo di aggirare l’ostacolo e permetterà di fare quello che si faceva nel passato anche se con quantità e con modalità differenti.
Hanno avuto un bel fare quelli che prima venivano apostrofati con la dicitura “coglione” perchè ha sempre pagato le tasse e ha sempre fatto il proprio dovere. Perchè adesso ha praticamente fatica zero di fronte a della gente che in base alla propria capacità evasiva accumulava soldi e ricchezze. Ma tutto questo non c’entra in questo caso. In questo caso conta il fatto che aumentare le tasse è tempo sprecato. Per una sola ragione: mettere più tasse adesso è come cavare sangue dalle rape. Si passi piuttosto a fare economia ragionata nelle spese dello Stato. Si inizi a spendere soldi in maniera virtuosa in ogni comparto del pubblico. Piuttosto di dare soldi a fondo perduto senza garanzie come fanno le banche.
Impariamo dalle banche!

14 luglio 2019: Un’altra correzione dei conti pubblici significa troppa spesa?

Probabilmente si. Ma andiamo con ordine.
Si parte dal fatto che il governo italiano e lo Stato italiano debbano spendere dei soldi. Per qualsivoglia motivo, ma devono spendere. Il punto successivo è vedere dove quei soldi vanno a finire. Cioè effettivamente quei soldi in che tasche vadano. Principalmente sono soldi che vanno alle regioni per finanziare le spese che loro stesse devono sostenere e magari non riescono a sostenere con le proprie forze. E fino a li si può vedere che sarebbe necessaria una spending review di quello che le regioni fanno con i soldi pubblici.
Poi ci sono tutti gli enti e gli istituti pubblici come l’Inps e compagnia cantante, che in quel caso giustamente devono rivedere i propri conti e senza un aiuto dello Stato difficilmente potrebbero portare a casa i loro risultati. Ma anche in quel caso si potrebbe vedere chi effettivamente vede portare a casa quello che gli spetta oppure si potrebbe agire legislativamente per non ritrovarsi i baby pensionati come alcuni casi del passato per ragioni politiche.
Cosa rimane fuori? Ben poco, ma quel poco può avere una importanza perchè si tratta di spese che lo Stato deve sostenere per garantire un proseguo della propria azione in quanto Stato e in quanto governo. Ma li non si può vedere una autogestione di ogni singola situazione?
Comunque finita questa lista cosa rimane? Uno Stato che ha dovuto correggere i propri conti con l’arroganza di Salvini che non voleva darla vinta alla Ue. Anche se non è darla vinta ma è rispettare dei vincoli di stabilità per non dare difficoltà agli altri stati. Forse noi spendiamo troppo perché non abbiamo un rigore in quanto popolo. Forse…

29 giugno: Riflessioni sul fatto che sparirà il contante da pagamento

Come primo punto si parte dal fatto che sarà una seconda volta con il cambio euro. Dove ci sono state tante persone che hanno avuto difficoltà. Non solo nella considerazione sui soldi che escono dalla carta, ma anche sul fatto che ci potranno essere degli esercenti come sempre ciurlamanico che possono approfittare della buona fede dei più semplici e più sprovveduti e fiduciosi trovandosi sul proprio estratto conto spese gonfiate più dell’effettivo da pagare.
Come secondo punto ci sarà da stare attenti perchè se uno farà più spesa di quello che matematicamente è il proprio reddito potrebbe trovarsi davanti a dei problemi perché la finanza si farebbe la semplice domanda di come è possibile che un soggetto che guadagna 20 spende per 24.
Come terzo punto sarebbe propedeutico che i soggetti più deboli venissero sensibilizzati dalle autorità o da semplici iniziative anche comunali, dove un economista o un commercialista venisse dalla gente e desse le prime linee guida su come comportarsi con le proprie carte a disposizione. Non soltanto loro: anche le banche dovrebbero dire ai propri correntisti come sarebbe meglio comportarsi con le proprie carte.
Come quarto punto sarebbe il caso che le associazioni di commercianti dicessero ai propri associati come devono fare per agevolare i pagamenti per i propri clienti. Come fanno molte società che mettono a disposizione dei pos agevolati detti volanti che si connettono al proprio cellulare e permettono di pagare anche se non c’è un collegamento fisso o un pos dicibile vecchia maniera.
Come ultimo punto ci dovrebbe essere una azione generale di sensibilizzazione da parte delle banche, che dovrebbero anche loro mettere in condizione gli esercenti a loro collegati di mettersi in condizioni di ottenere i pagamenti con le carte.
Per il resto ci sarà della confusione. Ma se quei pochi che possono metteranno una mano dove di dovuto, non ci saranno i soliti malpancisti che dicono come sempre che si stava meglio quando si stava peggio.

6 giugno: Lo sbando che sembra esserci: sarà vero?

Attualmente noi Italia non siamo un paese florido. Siamo un paese che vive al limite della considerazione dei mercati come emettitore di titoli spazzatura. Il nostro spread, l’indicatore che fa da differenziale tra i nostri titoli a 10 anni contro i Bund tedeschi, è a livelli di difficile sostenibilità. Abbiamo una situazione di conti pubblici per cui l’Unione Europea ci sta chiedendo chiarimenti per lo sforamento dei parametri standard di tutti i paesi sul differenziale deficit del paese/Prodotto Interno Lordo, cioè il PIL. E probabilmente ci chiederà una manovra di correzione per allineare la realtà economica del paese a dei parametri sostenibili per l’intera economia europea. Abbiamo da una parte un viceministro che vorrebbe la flat tax, cioè una tassa standard a differenza dell’attuale regime di tassazione a scaglioni per cui adesso paghi in base a quanto percepisci di reddito. Abbiamo un altro vicepremier che ha adottato una misura assistenzialistica chiamata Reddito di Cittadinanza che si sta dimostrando una mancetta elettorale con poca capacità di sostenibilità della gente che lo percepisce e soprattutto con una marea di limitazioni nella capacità di spesa, giustamente adottate per non far svaccare chi prende i soldi, che pregiudicano eventuali esigenze legittime di sanità o di altro della gente che lo percepisce. E poi c’è nella generalità la volontà di mettere il progetto Quota 100, per cui in base alla tua età e alla tua potenzialità contributiva puoi andare in pensione prima della eventuale terminologia di legge attuale, cioè la Legge Fornero.
Detto tutto questo una martellata nella testa o una fucilata nel cuore farebbe meno fastidio e soprattutto sarebbe meno dolorosa. Ma comunque c’è la voglia di alzarsi la mattina. Di lavorare per tutti quelli che hanno una azienda. Di far girare i tornelli dei musei e dei posti pubblici di utilità. Quindi è difficile dire che siamo un paese allo sbando più assoluto. Può darsi che nella consapevolezza delle persone ci sia lo stesso la voglia di andare avanti, anche se per inerzia. La cosa è capire quando i nostri governanti capiranno che a tutti questi italiani che portano avanti il carrozzone della situazione si dovrà portare un poco di rispetto e si dovrà smettere di dire cosa fare senza ascoltarli e farsi dire da loro cosa veramente ci vorrebbe al posto delle solite mancette o dei soliti specchietti per le allodole.

Blogosfera del 25 gennaio 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

IL PIU’ E IL MENO:

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La domanda di oggi…

Semplicemente mi piacerebbe…

GLI EDITORIALI:

I vincoli di bilancio e le idee di spesa migliore

Blogosfera del 22 dicembre 2016

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

IL PIU’ E IL MENO:

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La risposta di Natale

Un regalo è una cosa preziosa…

IL BLOG DI MATTEO BAUDONE:

La domanda di oggi

Blogosphera estiva del 1 luglio 2016

Il Blog dell’Estate:
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“Vivi con calma e sii riconoscente verso quelli che ti hanno aiutato ad avere successo durante il tuo cammino.”

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