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29 luglio 2019: Conclusioni su: Qual’è il giusto modo di combattere il nazionalismo?

Detto quello che è stato detto, non si può non partire da un particolare: il nazionalismo parte dalla gente e con la gente cerca di portare avanti la propria lotta personalissima. Le gente infatti è il motore del percorrere la strada del potere di un partito nazionalista. Il partito di per se non sarebbe nulla senza la forza degli uomini e delle donne che creano il tessuto urbano di un quartiere o di un paese o di una città. Quindi sono loro i pezzi fondamentali di un partito nazionalista. Non solo nell’atto di votare, ma anche nell’atto di credere nel fatto di essere parte di una famiglia che ha come capo il segretario del partito che poi diventa un capo a cui fare affidamento per il proprio futuro.
Questa di per se non è una cosa così difficile da avere. Perchè essere tutto questo non è una cosa sbagliata. Ma diventa sbagliata quando dall’altra parte della politica, dalla parte dei competitor, non c’è possibilità di combattere per lo meno su un terreno comune. Come è successo all’epoca del fascismo quando l’opposizione al partito fascista non poteva combattere contro il partito. Salvini sa perfettamente che lui non ha altre persone con cui combattere sul suo terreno. E sotto sotto è perfino giusto che se lui deve vincere vinca la competizione politica. La domanda a questo punto è una soltanto: alla democrazia del paese questo suo modo di comportarsi può fare più male che bene o più bene che male?

27 luglio 2019: Qual’è il giusto modo di combattere il nazionalismo? 2

Il seondo punto da cui partire sono proprio le lotte che un politico deve iniziare ad intraprendere. Non si può non partire dal fatto che alle volte si fa politica solo per il proprio tornaconto. Non che questo sia un peccato o un reato, perchè ognuno di noi fa delle cose animato da questo proposito. Ma un politico nazionalista difende la sua nazione più di quanto lo faccia un politico classico. Per combattere il nazionalismo il punto di partenza, in questo caso, è dare alle proprie battaglie la veste di qualcosa che vada ad incidere nel tessuto sociale più di quanto faccia la semplicità di una legge fatta solo e soltanto per fare il minimo indispensabile del proprio incarico di deputato o senatore.
Salvini, con tutti gli errori che sta facendo a livello europeo e internazionale, sta dando alla gente la impressione che il territorio italiano venga difeso da un nemico esterno, altro punto che verrà trattato più avanti, con tutte le possibilità immaginabili. Quindi la politica deve avere un nemico da combattere in tutto e per tutto. Ma quel nemico deve anche avere la particolarità di essere il nemico maggiore in quel momento. Quello più pericoloso in assoluto.
Per il terzo punto al prossimo post…

3 luglio 2019: Il potere dei musei da non indebolire

Perchè ho usato la parola “potere”? L’ho usata nel senso di potenzialità che porta. Nel senso di dare al soggetto museo una forza che magari ad altre latitudini non verrebbe osservata e riconosciuta. Perché infatti un museo ha un grande potere, a livelli multipli. È parte di un tessuto culturale che parte dal basso e arriva fino ad alti livelli di tipo nazionale, alle volte sovranazionale e in rari casi a livello umanamente universale. Ma prima di tutto bisogna partire dal soggetto, cioè dal museo.
Che cosa è un museo? È una raccolta di oggetti o di storie che rendono a chi lo visita un pezzo di quello che non conosce e che se conoscesse potrebbe avere un sistema di realtà differente rispetto al suo quotidiano. È per questo che si va per musei: non solo perchè in vacanza non si ha nulla da fare, ma anche per conoscere cose del passato che se abbandonate a se stesse nella natura non avrebbero un futuro. La domanda a questo punto è praticamente diretta: perchè non si valorizzano i musei quanto servirebbe loro per dare il massimo? Perchè sempre le solite polemiche sui musei e sulla cultura mangiapane a tradimento? Senza i musei in Italia non saremmo un paese turistico. Basta sputarci sopra!