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29 luglio 2019: Conclusioni su: Qual’è il giusto modo di combattere il nazionalismo?

Detto quello che è stato detto, non si può non partire da un particolare: il nazionalismo parte dalla gente e con la gente cerca di portare avanti la propria lotta personalissima. Le gente infatti è il motore del percorrere la strada del potere di un partito nazionalista. Il partito di per se non sarebbe nulla senza la forza degli uomini e delle donne che creano il tessuto urbano di un quartiere o di un paese o di una città. Quindi sono loro i pezzi fondamentali di un partito nazionalista. Non solo nell’atto di votare, ma anche nell’atto di credere nel fatto di essere parte di una famiglia che ha come capo il segretario del partito che poi diventa un capo a cui fare affidamento per il proprio futuro.
Questa di per se non è una cosa così difficile da avere. Perchè essere tutto questo non è una cosa sbagliata. Ma diventa sbagliata quando dall’altra parte della politica, dalla parte dei competitor, non c’è possibilità di combattere per lo meno su un terreno comune. Come è successo all’epoca del fascismo quando l’opposizione al partito fascista non poteva combattere contro il partito. Salvini sa perfettamente che lui non ha altre persone con cui combattere sul suo terreno. E sotto sotto è perfino giusto che se lui deve vincere vinca la competizione politica. La domanda a questo punto è una soltanto: alla democrazia del paese questo suo modo di comportarsi può fare più male che bene o più bene che male?

24 giugno: Il mito della velocità. Utile solo nelle corse

Credo si possa fare un applauso a tutte quelle persone che corrono sulle strade. Perché sono la manna dal cielo per tutte quelle compagnie di assicurazioni che cercano di incrementare i propri affari. Che cercano un modo per prendere più quattrini ai propri assicurati idioti che hanno il valido vizietto di premere sull’acceleratore. Ma in fondo alla questione la velocità ha ancora un significato sulla strada?
Per un certo verso si, per un certo verso no. Dal lato più positivo del fronte ci vuole della gente che corre sulle strade, per esempio, perché sta inseguendo un criminale, e in questo caso si tratta delle Forze dell’Ordine. Oppure si tratta di un malato che deve essere urgentemente portato da un ospedale all’altro, in alcuni casi, oppure da un incidente o da una situazione pericolosa verso un presidio sanitario per potergli dare le giuste cure. Dal lato più negativo non si può non notare l’idiozia di tutti quelli che solo per il fatto di avere una macchina di grossa cilindrata, oppure perché non hanno di meglio da fare – concetto opinabile, visto che nella vita basta pensarci e qualcosa di meglio da fare lo trovi – allora danno gas al motore. Quello che si guadagna a comportarsi in questo modo, però, è tanta benzina in meno nel serbatoio, le gomme della macchina da cambiare ogni volta, il motore da mettere a punto. E ultimo ma non sempre possibile, un abbondante incidente da cui raccogliere i cocci della situazione se non ché dover finire in tribunale e poi in galera per omicidio stradale, nel peggiore dei casi.
La velocità in automobilismo deve rimanere un fatto da corse. E nulla più. Soprattutto nel futuro, dove la mobilità sarà sempre più un fatto comandato dai computer e quindi la mano dell’uomo sarà sempre meno capace di mettere gas alla macchina e poi distruggere, forse, una vita o una casa per un poderoso frontale.

Il mito della velocità. Utile solo nelle corse…

Credo si possa fare un applauso a tutte quelle persone che corrono sulle strade. Perché sono la manna dal cielo per tutte quelle compagnie di assicurazioni che cercano di incrementare i propri affari. Che cercano un modo per prendere più quattrini ai propri assicurati idioti che hanno il valido vizietto di premere sull’acceleratore. Ma in fondo alla questione la velocità ha ancora un significato sulla strada?
Per un certo verso si, per un certo verso no. Dal lato più positivo del fronte ci vuole della gente che corre sulle strade, per esempio, perché sta inseguendo un criminale, e in questo caso si tratta delle Forze dell’Ordine. Oppure si tratta di un malato che deve essere urgentemente portato da un ospedale all’altro, in alcuni casi, oppure da un incidente o da una situazione pericolosa verso un presidio sanitario per potergli dare le giuste cure. Dal lato più negativo non si può non notare l’idiozia di tutti quelli che solo per il fatto di avere una macchina di grossa cilindrata, oppure perché non hanno di meglio da fare – concetto opinabile, visto che nella vita basta pensarci e qualcosa di meglio da fare lo trovi – allora danno gas al motore. Quello che si guadagna a comportarsi in questo modo, però, è tanta benzina in meno nel serbatoio, le gomme della macchina da cambiare ogni volta, il motore da mettere a punto. E ultimo ma non sempre possibile, un abbondante incidente da cui raccogliere i cocci della situazione se non che dover finire in tribunale e poi in galera per omicidio stradale, nel peggiore dei casi.
La velocità in automobilismo deve rimanere un fatto principalmente da corse. E nulla più. Soprattutto nel futuro dove la mobilità sarà sempre più un fatto comandato dai computer e quindi la mano dell’uomo sarà sempre meno capace di mettere gas alla macchina e poi distruggere, forse, una vita o una casa per un poderoso frontale.