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9 luglio 2019: Alle donne fa femminile tutta una linea di comportamenti?

Partiamo dal fatto che io sono un uomo. Cioè l’altra metà del cielo in fatto di sesso rispetto alle donne. Quindi chiedo venia se non sarò in grado fino in fondo di centrare l’obiettivo.
Poi però non si può prescindere da un dato di fatto: le donne hanno combattuto per ottenere quello che adesso hanno e stanno lottando giustamente per averlo sempre a loro disposizione. Ma la domanda adesso sorge spontanea: ha ancora senso un essere donna legato a lotte di più di 40 forse 50 anni fa, per non andare ancora più lontano?
Io credo sinceramente che le donne dovrebbero fare una sorta di esame di coscienza e iniziare a dire quello che veramente è necessario all’essere donna oggigiorno, con delle condizioni sociali cambiate, e quello che deve essere messo in cantina, partendo dalla moda fino alla società in cui tutti noi abbiamo un ruolo e come tale dobbiamo portarlo avanti.
Credo che gli uomini, a parte i soliti bastardi maschilisti che non la smettono di intasare le pagine dei giornali con i loro femminicidi che sono tutti da condannare, stiano facendo la loro parte. Ora spetta alle donne. Che hanno bisogno di aiuto come sempre, ma da parte loro hanno da fare repulisti di determinati comportamenti e atteggiamenti, che non fanno altro che mettere in difficoltà i maschi e li mettono davanti ad una scelta: assecondare la propria natura o fare le persone ragionevoli?

7 luglio 2019: Il bullismo da non perdonare

Leggere un titolo come questo può essere fuorviante perchè si potrebbe pensare che esiste un bullismo da perdonare. E questo è sbagliato. Ma questo titolo dice che non tutto il bullismo è non perdonabile. Non tutta la capacità di rompere le scatole è illecita. Perché alle volte, sotto forme controllate, fare del bullismo aiuta le persone. Aiuta a capire che determinati comportamenti non vanno messi in pratica.
Un soggetto bullo, se cosi si può dire anche se molto a latere, è la giustizia: condanna un soggetto a fare qualcosa che ripari il suo malfatto. Questa naturalmente è una abbondante estremizzazione, ma è per rendere l’idea che tutto il bullismo è non da farne un fascio e buttarlo alle ortiche.
Per il resto, quel bullismo che tormenta, che distrugge l’anima delle persone, che annulla la volontà e non offre pace a chi ne è vittima non può essere che imperdonabile. Non può essere che qualcosa da non togliere dai reati. Da non cancellare con una frase di scusabilità per innocenza o per altra scusa. C’è un bullismo imperdonabile che non deve passare. E prima non passerà meglio sarà per tutte le persone. Ma non è il bullismo generalizzato: quello da condannare è solo quello che non ha motivo.

Ma che Governo è che fa leggi mischiate?

Fare una legge, come punto di partenza, è dare ordine al disordine. E’ dire che una cosa è giusta e una cosa è sbagliata. Che una cosa è fattibile, oltre che come fattibile, e qualcos’altro non lo è. E’ lo stesso principio per cui se si aderisce a giocare con un gioco si accettano le sue regole e di conseguenza non si fa ciò che non fa funzionare il gioco. Oppure si prende una tessera punti di un supermercato o di un negozio e si seguono i meccanismi alla base della sua raccolta punti per poter usufruire dei benefici o dei vantaggi alla base.
In pratica si fa quello che viene detto di fare. Come nel caso delle leggi: si fa quello che dice la legge. Ma se la legge non è corretta, cosa si può fare?
E’ il caso, purtroppo, delle leggi in Italia. E’ difficile, in questo momento, saper distinguere una legge dalle altre, perché oltre a non fare l’iter classico di una legge, si fanno i decreti legge, con tutto il meccanismo che sta alla base, e poi si fanno i decreti legge con articoli di una legge da una parte, correzioni di legge dall’altra, e via dicendo arrivando ad un mescolume tra i più orridi e i più indecenti.
Non credo che in altri paesi, per fare quello che pare al governo di turno, non si faccia in questo modo. Insomma esiste una correttezza nell’accettare quello che un governo del passato fa e poi quello che fa un governo eletto democraticamente ma che prende le redini del paese da un punto in poi e fa qualcosa di diverso in base, più o meno, alle promesse elettorali.
In che modo è difficile definirlo, ma ci vorrebbe una sorta di codice non scritto in base a cui certi comportamenti sono accettati e altri no. Naturalmente non in base alla legge.