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15 giugno: I minibot e il bypass mascherato sull’Euro

Io in un certo senso non sono un grande ne blogger ne giornalista. Perché come giustamente mi ha insegnato un grande della letteratura come Andrea Camilleri nella vita ciò che conta è l’esperienza. E’ importante la cultura, sapere la storia e le altre branche della conoscenza. Ma quello che più conta nella vita è l’esperienza. E dopo più di trenta anni e passa di vita ho quel piccolo bagaglio di esperienza per, credo, valutare le cose più o meno accuratamente.
Attualmente nelle cronache economico-politiche del paese è ventilata l’ipotesi di mettere i circolazione i cosiddetti mini-bot. Che sono dei Buoni Ordinari del Tesoro, da qui l’acronimo BOT, di taglio più piccolo rispetto a quelli che vengono fatti circolare nei mercati a pegno dei soldi che le persone e le banche investono nel nostro paese. Ma alla sintesi della questione cosa sono alla fine? Ne più ne meno che dei titoli di credito che vengono messi in circolazione dalla Banca d’Italia come valuta nel paese. Ebbene si la parola valuta è venuta fuori. Perché valuta non sarebbero solo loro, ma anche sono nella realtà comune l’Euro in tutti i suoi tagli.
A questo punto cosa può portare a dire la logica? Che i Mini-Bot potrebbero essere una seconda valuta in commercio nel paese che, guarda caso, potrebbe togliere di mezzo la valuta attualmente usata corrente nel paese per pagare quello che va pagato dai negozi fino a qualsiasi altro ente economico. Quindi si potrebbe configurare il caso che quei Bot tipo banconota ad un certo punto potrebbero sostituirsi all’Euro, visto che per le persone comuni avrebbero lo stesso utilizzo.
Mi piace parlare al Leghista Borghi, perché sembra essere lui quello più volenteroso a metter in campo il progetto dei Mini-Bot. E a lui voglio dire di piantarla di considerare la gente più scema e più cerebrolesa di quanto possa sembrare. Perchè per quanto mi riguarda non mi metterei in tasca dei titoli di Stato che allo stato attuale mi renderebbero più povero di quello che posso essere, visto che i nostri titoli nei mercati del mondo non hanno nessuna resa essendo al limite della spazzatura per tutte le agenzie di rating. Poi non si tolga il fatto che sono abituato ad aprirmi al mondo, piuttosto di chiudermi in me stesso non avendo un titolo di credito che mi porti ad avere a che fare con il mio prossimo al di fuori di casa mia.
Caro Borghi, smettila di essere il so tutto io dell’economia in Italia.

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11 giugno: La mancanza di chiarezza non permette progresso

Detto cosi questo titolo sembra quasi una massima o un proverbio. Ma se ci si pensa sotto sotto questo è un problema abbastanza grave. Per cui ci sono persone che di fronte alla loro non conoscenza non potrebbero fare qualcosa di meglio della loro vita. Mentre invece se fossero provvisti di adeguati parametri di consapevolezza della situazione che gli sta intorno farebbero magari cose che uno non si aspetterebbe. Come chi sta scrivendo queste poche righe in questo momento.
Io per evidenti impegni non ho potuto ne leggere un quotidiano da giorni ne ascoltare un telegiornale anche tra i più politicizzati. E di conseguenza la mia consapevolezza della realtà che ho intorno si ferma a ciò che ho ascoltato l’ultima volta che ho letto o ascoltato un giornalista raccontarmi quello che succede.
A questo punto la domanda è una sola: posso fare qualcosa di buono nella mia vita se non vengo a sapere come vanno avanti le cose nel mio paese? Detto più settoriale: se i politici la smettessero di non dire le cose come stanno si potrebbe forse sperare in una crescita in quanto paese che va al di la della vera conoscenza giornalistica di quello che succede nel paese e nel mondo?
Detto ancora diversamente: se i politici la smettessero di dire la loro per da una parte lisciare il pelo del proprio elettorato e dall’altra alla ricerca del maggiore consenso iniziassero a dare ai propri elettori e ai propri cittadini una consapevolezza più ampia di quello che è il proprio orticello e di come meglio coltivarlo, non ci sarebbe una corsa virtuosa a chi fa le cose meglio non solo dentro il paese ma anche al di fuori con la maggiore espansione di conoscenza e di capacità attrattiva?
E’ sinceramente molto utopico quello che ho scritto. Ma come mi disse una volta una persona se nessuno mai comincia a fare o dire qualcosa per cambiare la situazione non ci sarà mai qualcuno che oltre a te farà il primo passo per iniziare un cammino. Come, ahime, scrive Matteo Renzi nel suo

Essere primi nelle sciocchezze non vale nulla. Non come essere ultimi nel resto…

L’Italia è un paese magnifico. Ha tante bellezze, tanta cultura, tanta conoscenza. Ma ha le fogne in eternit, le società di nettezza urbana che non sono una eccellenza, la politica sempre a litigare e in campagna elettorale. E ciliegina sulla torta non può fare a meno di finire sui giornali per qualche scandalo di corruzione o per l’ennesima infrastruttura o luogo abitato che al primo problema finisce ko.
Ma per il resto siamo un grande paese industriale, abbiamo una grande ricchezza privata, siamo il paese più investitore nel mattone e soprattutto siamo un paese che ha grande diffusione nel mondo per un motivo o per un altro. La domanda allora a questo punto è una sola: perché a parte le cose meno importanti siamo un paese che non riesce ad essere in una posizione intermedia nelle classifiche che di tanto in tanto vengono diffuse sui giornali: voglia di sensazionalismo dei media?
Credo invece che i singoli cittadini non abbiano orgoglio di finire ultimi per inquinamento o per corruzione o per qualcosa di altro che ha un peso più tangibile. La cultura è più importante: siamo il paese della lingua di Dante. Non siamo però il paese dove venire veramente ad investire. Ce li procura Dante i finanziamenti?

Blogosfera del 26 gennaio 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LE LETTURE:

GLI EDITORIALI:

L’educazione nel tempo e la nuova conoscenza

LE STORIE:

L’uomo inquieto

Blogosfera del 10 novembre 2016

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LA RACCOLTA DEI RACCONTI:

ZIPALTONE:

Pensiero numero centotrentasei

LE RECENSIONI:

TV- “Faccia a Faccia” di Giovanni Minoli

Blogosfera del 29 ottobre 2016

LA RACCOLTA DEI RACCONTI:

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LE LETTURE:

ZIPALTONE:

Pensiero numero centotrentaquattro

LE NOTIZIE DI CRONACA:

Un padre racconta in video la sua relazione con il figlio omosessuale

Blogosphera estiva del 25 Giugno 2016

Il Blog dell’Estate:
La domanda di oggi…
Le due Righe:
Mi è stato chiesto…
Extra:
Post it

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“Il modo migliore per mantenere i clienti è pensare costantemente come offrire loro di più, a meno.”

JACK WELCH JR.

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