Archivi tag: flat tax

16 luglio 2019: La coerenza di una flat tax che non si può fare

C’è nella politica chi vuole fare la Flat tax. Che è, come dice il nome, una tassa piatta più bassa degli attuali scaglioni che permetterebbe, a detta di chi la vuole, di vedere più tasse pagate rispetto all’attuale evasione da grandi livelli. Ma non si parte dal giusto punto di partenza: gli italiani le tasse non le vogliono pagare ne piatte ne grosse. Non le vogliono pagare proprio.
Quindi bisognerebbe partire da una cultura del pagare le tasse che inizi a sensibilizzare la gente che le tasse sono importanti. Che non nutrono più i partiti a UFO come succedeva prima. Prima la politica costava talmente tanto da non permettere alla macchina statale di avere  le giuste risorse per vivere. Adesso le tasse vanno direttamente alla cosa pubblica. Ma il danno è che ciò che viene percepito finisce a tappare il buco dello Stato con interessi astronomici.
È stato un male da parte della politica aver voluto approfittare tanto della cosa pubblica per i propri scopi personali elettoralmente parlando. Adesso la politica è povera, come è povero lo stato in cui viviamo. Ma perchè invece di flat tax non si inizia a far vedere concretamente dove vanno a finire le tasse italiane, cosa finanziano e cosa non finanziano? Magari con quel tipo di situazione la gente potrà essere più invogliata a pagare anche il minimo. Ma prima bisogna dire alla gente che pagare le tasse è importante e che farlo è un dovere civico a cui assolvere. Motivati dal particolare che si sa dove vanno a finire i propri soldi.

6 giugno: Lo sbando che sembra esserci: sarà vero?

Attualmente noi Italia non siamo un paese florido. Siamo un paese che vive al limite della considerazione dei mercati come emettitore di titoli spazzatura. Il nostro spread, l’indicatore che fa da differenziale tra i nostri titoli a 10 anni contro i Bund tedeschi, è a livelli di difficile sostenibilità. Abbiamo una situazione di conti pubblici per cui l’Unione Europea ci sta chiedendo chiarimenti per lo sforamento dei parametri standard di tutti i paesi sul differenziale deficit del paese/Prodotto Interno Lordo, cioè il PIL. E probabilmente ci chiederà una manovra di correzione per allineare la realtà economica del paese a dei parametri sostenibili per l’intera economia europea. Abbiamo da una parte un viceministro che vorrebbe la flat tax, cioè una tassa standard a differenza dell’attuale regime di tassazione a scaglioni per cui adesso paghi in base a quanto percepisci di reddito. Abbiamo un altro vicepremier che ha adottato una misura assistenzialistica chiamata Reddito di Cittadinanza che si sta dimostrando una mancetta elettorale con poca capacità di sostenibilità della gente che lo percepisce e soprattutto con una marea di limitazioni nella capacità di spesa, giustamente adottate per non far svaccare chi prende i soldi, che pregiudicano eventuali esigenze legittime di sanità o di altro della gente che lo percepisce. E poi c’è nella generalità la volontà di mettere il progetto Quota 100, per cui in base alla tua età e alla tua potenzialità contributiva puoi andare in pensione prima della eventuale terminologia di legge attuale, cioè la Legge Fornero.
Detto tutto questo una martellata nella testa o una fucilata nel cuore farebbe meno fastidio e soprattutto sarebbe meno dolorosa. Ma comunque c’è la voglia di alzarsi la mattina. Di lavorare per tutti quelli che hanno una azienda. Di far girare i tornelli dei musei e dei posti pubblici di utilità. Quindi è difficile dire che siamo un paese allo sbando più assoluto. Può darsi che nella consapevolezza delle persone ci sia lo stesso la voglia di andare avanti, anche se per inerzia. La cosa è capire quando i nostri governanti capiranno che a tutti questi italiani che portano avanti il carrozzone della situazione si dovrà portare un poco di rispetto e si dovrà smettere di dire cosa fare senza ascoltarli e farsi dire da loro cosa veramente ci vorrebbe al posto delle solite mancette o dei soliti specchietti per le allodole.