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Non si può denunciare così facilmente solo perché si fa diversamente da ciò che si vuole

Il ministro Salvini ha tutto l’apprezzamento del mondo. Ma davvero tutto. Perchè pur non essendo quasi mai nel suo ufficio del ministero non si può dire che non sia un ministro che fa solo comizi elettorali. Cioè: li fa ma in parallelo, e credo nessuno possa negarlo, fa anche le sue visite istituzionali da bravo rapresentante del Governo presso i suoi sottoposti dele forze armate.
C’è una cosa che però fa veramente inorridire: che si metta a minacciare di fare delle denunce in giro perchè la sua volontà non viene rispettata. Cioè bloccare le navi di migranti che dovrebbero in linea di principio attraccare nei porti italiani ma lui, in base ad un volere di non accettazione dei migranti nel paese, le vorrebbe rispedire da altre parti. Pare sia indifferente dove possano andare a finire. Questa volontà di denunciare è proprio quello che si può dire la ciliegina sulla torta che dovrebbe far capire l’allargamento un po’ troppo eccessivo del volere di Salvini.
Con la volontà di non ripetere quello che fece Fassino dicendo a Grillo di fondare un partito che poi è diventato il Movimento 5 Stelle con tutte le vicissitudini che si conoscono, pregherei il ministro Salvini di rimandare, se ci riuscirà, le sue bizze da capo del governo a quando riuscirà a diventare il capo del governo. Adesso lui, è bene ricordarlo in generale, è si il vicepremier del governo Conte, ma soprattutto è un sottoposto del Governo Conte. Quindi faccia il bravo dipendente di governo e la smetta di sentirsi quello che è politicamente ma non definitivamente. E faccia attenzione a non farla fuori dal vaso, perchè è un attimo diventare da un ministro amato un ministro ridicolo.

L’impreparazione è un vantaggio?

Si è tanto voluto un nuovo modo di governare. Scollato dal vecchio fare politica dove tutti conoscono tutti e dove la freschezza non fosse il fulcro principale. Ma al netto di diversi anni di “lavoro”, se cosi si può dire, della freschezza nella politica, ci si può ritenere soddisfatti?
Sinceramente no. Quello che manca non è il grido “onestà! onestà!” nelle piazze, ma la voglia di essere onesti. Di non fare come hanno sempre fatto tutti coloro che hanno spremuto a proprio vantaggio dalla macchina dello Stato. E soprattutto la consapevolezza che ogni persona pizzicata a fare il disonesto è un danno per la comunità ma anche per il paese nel mondo.
Io non credo che il nostro malaffare non sia conosciuto oltr’alpe e oltre oceano. Solamente lo si considera qualcosa con cui fare i conti e che francamente può essere sgradevole. Senza contare che è una cosa altamente da terzo mondo – e per certi versi il terzo mondo conosciuto oggigiorno queste cose le avrà anche sorpassate.
Un onorevole che grida onestà in una piazza ma poi si mette a fare come tutti gli altri suoi pari disonesti non è solo un ladro, ma è anche ridicolo.