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11 luglio 2019: Non si parla di politica in certe situazioni. È una cosa che annoia?

Francamente si può rispondere in due modi diversi. Da una parte un si, perchè è qualcosa che trita e ritrita ripete solamente le solite cose. Dall’altra parte no, perchè la politica è come il calcio per gli uomini: un argomento infinito e autonutrito.
Ma andiamo con ordine. Si parte da un assunto molto importante: destra e sinistra oggigiorno quasi non esistono più. Una volta esistevano i comunisti che combattevano contro i reazionari e i fascisti, o neo fascisti che dir si voglia. Poi esistevano i democristiani, cioè i reazionari, che combattevano contro comunisti e fascisti e socialisti. E via dicendo, cioè partendo da una estrema destra del Movimento Sociale Italiano, per poi passare ai liberali, poi i democristiani poi i socialisti e poi i comunisti e alla fine gli anarchici e i brigatisti, anche se questi ultimi non avevano rappresentanza politica in parlamento ed erano di entrambi gli schieramenti di destra e sinistra.
Oggi quando entri in un bar di cosa senti parlare? Principalmente di calcio o di tutto quello che i giornali sportivi raccontano. E poi di quello che i colleghi dei telegiornali raccontano nelle loro cronache con i migranti, in primis, e poi tutto il resto. A questo punto una domanda successiva a quella del titolo: ha ancora un senso parlare di politica? Non è che il mondo dell’informazione, con la marea di talk show che mette in campo dalla mattina alla sera, ha prosciugato la capacità dell’uomo comune di raccontare e raccontarsi la politica nel suo quotidiano? In poche parole: con la tv e tutto il resto, ha ancora un valore parlare di politica nella vita di tutti i giorni?

Blogosfera del 6 settembre 2016

LA RACCOLTA DEI RACCONTI:

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

LE STORIE:

UN CAMBIO DI VITA

C’era una volta un cane che se andava a zonzo per il paese. Non aveva ne collare ne guinzaglio che gli dessero una appartenenza.
Non appena un giorno passò davanti al macellaio per scroccare una salsiccia o un pezzo di carne, un uomo con un guinzaglio retrattile lo accalappiò e lo portò nel canile della provincia.
Passarono i giorni e uno dopo l’altro i cani e i gatti vicini di gabbia finivano sempre più in direzione della stanza da cui non uscivano, ma entravano soltanto.
Salutato l’ultimo cane davanti a lui, rimase tutto il giorno in piedi, senza abbaiare a nessuno e a nessun cane o gatto.
La mattina dopo un bambino con suo padre vennero al canile, lo videro e lo portarono via. Lo accompagnarono a farsi bello in una toeletta per cani e lo portarono a casa loro, dove trovò altri due bambini e una donna a cui dare tutto il suo amore sconfinato. E lo diede senza remore o limitazioni. Visse i suoi ultimi dieci anni di vita accanto a quella famiglia senza mai un giorno dare segno di cattiveria o di pazzia.
Fu il cane più coccolato del mondo, oltre che un fedele guardiano della sua famiglia.

IL BLOG DI MATTEO BAUDONE:

L’AFFERMAZIONE DI OGGI

Per tutti quelli che vorranno andare al cinema e spendere di meno ci sarà il secondo mercoledì del mese scontato.

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