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13 luglio 2019: La sconfitta di Casapuond è una sconfitta della destra?

É notizia che la destra di Casapound non ha sfondato. Anzi si sta ritirando. Ma questo cosa significa? Significa molto semplicemente che certi valori della destra sono inadeguati alla modernità.
In che senso? Prima di tutto si parte dalla sensazione che la politica da alla gente di se stessa. E in questo fatto Casapound aveva fatto centro dando alla gente quella sensazione di presenza e di aiuto. Ma tutto questo lo si deve incanalare in una dimensione di partito. E già il Movimento 5 Stelle, da partito dell’ascolto della gente si è trasformato in partito come tutti gli altri partiti con logiche di correnti e di tutto il resto. Quindi la cosa si è ridimensionata.
Quale potrebbe essere una dimensione che Casapound può incarnare? Praticamente nessuna. Perché si tratta di un momento della società italiana che capisce meno di Salvini che devi essere uomo tra gli uomini, ma non si può prescindere dal fatto che da uomo poi devi diventare politico. E in quel passaggio non puoi tralasciare il piccolo salto di persona che da uomo diventi onorevole. E quando sei onorevole sei qualcosa di diverso. Ma non puoi non restare uomo tra gli uomini.
Salvini è parte della destra italiana. E ha capito che oltre ad essere un deputato o un senatore o un ministro della Repubblica devi essere a metà tra una star e un uomo di stato. Ha dato buon colpo con le felpe con le scritte e adesso se la da con i selfie. Ma vale o varrà ancora tutto questo in un futuro? Detto diversamente: chi nella destra italiana capterà il prossimo passaggio e ne farà tesoro?

La vittoria di Salvini per averla "giocata"

Una volta mi capitò di parlare di elezioni con una persona. E in quel momento capì che Salvini aveva ottenuto tanto successo perché, a differenza della sua concorrenza, se la era “giocata” – ma non nel senso negativo o dispregiativo del termine – meglio di tanti altri. Il fatto delle felpe e delle magliette. Il fatto di essere un politico dentro i social e non attraverso i social. L’aver girato, e di conseguenza consumato le scarpe, più e meglio di altri politici portando la sua presenza ma soprattutto la sua vicinanza, a differenza delle continue promesse e passerelle elettorali a cui si era abituati anche da prima dell’era berlusconiana. Lui ha fatto tutto questo molto probabilmente conscio che la cosa avrebbe portato la Lega al di fuori del Nord dove già aveva e ha le sue roccaforti. E gli attuali risultati elettorali lo stanno premiando anche al Sud dopo le terronie e le rome ladrone del passato politico del suo partito.
Una cosa però è giusto che vada detta: Salvini è solo un uomo politico, e non il figlio della provvidenza. L’elettorato, anche il più fedele, deve ricordarsi sempre, ogni giorno, che affidarsi ad un politico non è il rimedio a tutti i problemi. Il vero rimedio è essere parte attiva del proprio paese, non la parte passiva di un uomo della politica. Ma questo non vuol dire stare dalla parte di un politico: significa non ritornare ad un passato fatto di politici figli della provvidenza che hanno solo fatto dei danni a lungo termine.