Archivi tag: fare

8 giugno: Radio Radicale è una voce da non zittire. Ma non può essere un peso morto…

Io vivo di informazione. Come lo è questo blog che fa informazione e di cui ringrazio da una parte voi lettori e dall’altra la piattaforma WordPress per permettermi di scrivere quello che più preferisco. E mi piange leggermente il cuore sentire che Radio Radicale, un mezzo di informazione che ha una storia importante alle spalle, ha dei problemi. Si tratta in tutto e per tutto del fatto che non ci sono eventuali coperture economiche per poterla mandare avanti. La domanda a questo punto è una soltanto: come mai sempre più si pensa allo Stato italiano come all’ultimo pagatore di tanti progetti, come quello di Radio Radicale, che non riesce a rimboccarsi le maniche e a darsi una scrollata piuttosto di piangere miseria?
Non vuol dire questo che da oggi in poi Radio Radicale deve mettersi a trasmettere pubblicità come le altre emittenti commerciali, ma potrebbe da un lato rendersi meno un mezzo a peso morto, dall’altro iniziare ad essere una radio con un progetto e soprattutto, magari, fornitrice di materiale radiofonico come può essere fornitore di materiale una agenzia stampa o una agenzia fotografica. Che fa il lavoro che altri giornalisti faticherebbero a fare e riesce con questo a rendersi sostenibile.
Con questo non voglio che Radio Radicale faccia quello che voglio io. Ma più in generale vorrei che nel nostro paese ci siano meno situazioni di sostegno a stampella unica da parte del nostro Stato quando non è strettamente necessario, e sempre più autosostegno di ciascuno rispetto al bancomat che è sempre stato lo Stato italiano da che mondo è mondo. Un briciolo di rispetto…

3 giugno 2019: Aprire un tavolo e poi lasciarlo li. Oppure no?

Il ministro Di Maio attualmente sta facendo il suo lavoro. Ma credo sinceramente che per farlo adeguatamente avrebbe bisogno di dividersi in almeno dieci persone. Perché al momento al suo ministero ci sono più di 100 tavoli di trattativa aperti. La domanda a questo punto è: come farà a portarli avanti tutti. Perchè un tavolo di trattativa è come se uno scrittore avesse mille idee per un romanzo o per dei racconti ma più di idearli e iniziarli non fa altro. Non si da la missione di portare avanti i suoi personaggi e il suo racconto della storia.
Se Di Maio volesse fare cosa davvero gradita alla popolazione o alle piccole popolazioni industriali che da lui si aspettano delle risposte, dovrebbe iniziare a fare meno altre cose come i comizi in giro per il paese e organizzare una bella camera da letto nel suo ministero e sbrigare al più possibile le pratiche e le condizioni dei tavoli aperti. Io non credo che il salvinismo avrebbe tanto dilagare se da parte di un ministro ci fosse la forza di essere veramente ministro, non battendo il pugno sul tavolo come fa qualcuno ma amministrando la cosa pubblica da vero ministro. Di Maio deve scegliere se essere più un capo politico o più un ministro della Repubblica oltre che il vicepresidente del paese che sta il più possibile nel suo ministero. A differenza di qualcuno dei soliti noti, che fa talmente tanti comizi che non si capisce più se sia veramente il capo politico o il ministro della repubblica.
Che sia per Di Maio o che sia per Salvini, aprire un tavolo di più o di meno e non portarlo avanti se non per le telecamere da far entrare per filmare la cosa è davvero un insulto verso la povera gente, che è probabilmente stufa di votare e di non ottenere delle risposte dai suoi politici votati.

2 giugno 2019: La destra viene eletta ma non tuffi nel passato

Salvini ha vinto. Bene. La prima domanda è: che si vuole fare di questa vittoria? Perché un conto è prenderla e iniziare a fare su di lei una nuova base di conquista voti. Una cosa diversa è iniziare a fare un progetto politico di amministrazione della cosa pubblica.
Il ministro Salvini, che in questo caso di ministeriale ha zero, deve decidere da capo politico cosa fare di quello che ha guadagnato dalle elezioni. Ma è pregato di farlo in fretta, perché se sempre più si ostina a fare il religioso del momento, sempre più si potrà credere dall’esterno che lui è il santone politico della situazione e non il segretario politico di un partito.
Molto più semplicemente: il segretario Salvini potrebbe tranquillamente mettere da parte i simboli religiosi e fare il politico. Perché è veramente vergognoso non solo mettere di mezzo il Papa. Ma anche delle situazioni del passato, come per esempio il Concordato del 1928, dove pur di avere la Chiesa dalla propria parte si pagò un mare di quattrini e si ottenne il favore della Chiesa. E sotto questo versante creando più debito per il paese.
Non voglio dire con questo che Sua Santità sia persona con poca attenzione a quello che succede in Italia, ma la persona che meno si deve approfittare della buona fede della gente è quella che sarebbe pregata di non far tornare il paese ad un passato di miseria e di ininfluenza che francamente non piacerebbe a nessuno. Già siamo il due di briscola a cosa normale…

Ma che Governo è che fa leggi mischiate?

Fare una legge, come punto di partenza, è dare ordine al disordine. E’ dire che una cosa è giusta e una cosa è sbagliata. Che una cosa è fattibile, oltre che come fattibile, e qualcos’altro non lo è. E’ lo stesso principio per cui se si aderisce a giocare con un gioco si accettano le sue regole e di conseguenza non si fa ciò che non fa funzionare il gioco. Oppure si prende una tessera punti di un supermercato o di un negozio e si seguono i meccanismi alla base della sua raccolta punti per poter usufruire dei benefici o dei vantaggi alla base.
In pratica si fa quello che viene detto di fare. Come nel caso delle leggi: si fa quello che dice la legge. Ma se la legge non è corretta, cosa si può fare?
E’ il caso, purtroppo, delle leggi in Italia. E’ difficile, in questo momento, saper distinguere una legge dalle altre, perché oltre a non fare l’iter classico di una legge, si fanno i decreti legge, con tutto il meccanismo che sta alla base, e poi si fanno i decreti legge con articoli di una legge da una parte, correzioni di legge dall’altra, e via dicendo arrivando ad un mescolume tra i più orridi e i più indecenti.
Non credo che in altri paesi, per fare quello che pare al governo di turno, non si faccia in questo modo. Insomma esiste una correttezza nell’accettare quello che un governo del passato fa e poi quello che fa un governo eletto democraticamente ma che prende le redini del paese da un punto in poi e fa qualcosa di diverso in base, più o meno, alle promesse elettorali.
In che modo è difficile definirlo, ma ci vorrebbe una sorta di codice non scritto in base a cui certi comportamenti sono accettati e altri no. Naturalmente non in base alla legge.

Vittoria al vincitore, senza dubbio. Adesso bisogna mettersi a lavorare…

Matteo Salvini, il politico più criticato, più amato, più votato, più sputtanato e più chiacchierato del momento ha vinto le elezioni europee e molte delle comunali che più o meno si sono svolte in tutta Italia. Perfetto. E adesso?
Come ha scritto Paulo Coelho in un suo romanzo che ho di recente scoperto “Il vincitore è solo”. Come nella maggioranza dei casi lo sono tutti quei politici e quegli statisti che devono affrontare la realtà intorno a loro. E fino a che le cose vanno bene, tutti vicini e tutti amici. Quando poi iniziano i guai tutti cercano rifugio da altre parti, se non in altri paesi.
Salvini è il primo politico italiano. Quindi dovrà prendere delle decisioni che avranno delle ripercussioni nel futuro se non nell’immediato presente. Lui ha si il potere di dire qualcosa in più degli altri. Adesso però avrà l’onere, non solo l’onore, di decidere della vita dell’Europa e delle sue regole. Che certamente farà a sua esigenza e suo utilizzo. Ma si spera non succeda come successe nel cartone animato “Dragon Ball”, mi si perdoni il paragone puerile e troppo fantasioso, quando il drago delle sette sfere venne trasformato in un tappabuco di qualsiasi desiderio di chi trovava le sfere. E non l’ultima salvezza di quando la realtà non avrebbe potuto aiutare i protagonisti della storia.
L’evoluzione del “drago” è passata da un desiderio come fine ultimo di tutti gli sforzi dei protagonisti a tre desideri in cui gli sforzi del drago hanno accumulato la negatività di tutto quello che ha rimediato. Come è andata a finire la situazione? Che le sfere del drago hanno prodotto dei draghi negativi distruttori.
Nell’Europa cosa può c’entrare il drago? Che fino adesso si è avuto un regime che ha prodotto dei risultati perché costringeva a darsi una regolata. Con l’estrema destra ci sarà la slegatura di tutti i vincoli così ciascuno potrà fare quello che gli pare. Servirà a qualcosa?

Il buon esempio di essere un ministro degno del proprio ruolo

Vuoi in Italia vuoi in un altro paese, fare il ministro non è una cosa facile. Perché da un lato hai delle responsabilità da portare avanti, dall’altro devi essere il frontman della situazione in tutto e per tutto quello che riguarda quello che fai nel tuo lavoro di amministratore del governo. E’ stata di qualche tempo fa la notizia di un ministro della salute che fuma. Ma si potrebbe guardare dentro casa nostra e vedere un Ministro dell’Interno che, anche se non potrebbe, indossa le divise dei suoi sottoposti. Esiste infatti l’articolo 498 del Codice Penale che vieta ad un rappresentante istituzionale di portare le divise di un corpo delle Forze dell’Ordine: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico [c.p. 266] la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.p. 359] (1), ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929”.
Detto questo, perché Salvini fa quello che fa? Semplice: perché ha capito che ai suoi uomini questa cosa fa piacere, oltre che all’elettorato. E quindi: largo a più non posso. Ma non è una cosa che può funzionare in eterno: se non fai il tuo lavoro di ministro, se non dai il buon esempio, è inutile tu faccia il ministro. E’ inutile faccia del carnevale, con tutto il rispetto delle divise vere, quando sarebbe meglio stare nel tuo ufficio a risolvere i problemi giornalieri. In semplice giacca e cravatta.

La quantità di leggi… esagerata

Si parte dal fatto che esiste un detto per cui: fatta la legge trovato l’inganno. Ma l’inganno di per se, qui parlando, lo fa l’esistenza stessa della legge. Che sembra essere diventata la costante unica ed inequivocabile per cui ogni comportamento deve essere regolamentato per legge e non per uso o consuetudine. Che sono due cose secondo cui la legge offre una tutela.
Se uno prova ad addentrarsi nella selva delle leggi in cui un semplice ente pubblico come un Comune deve entrare obbligatoriamente per fare qualcosa all’interno del proprio territorio, non trova altro scampo che desistere e andare a cercare altrove un posto in cui fare i propri investimenti. E se ci si pensa questo è il dichiarato a cui un investitore straniero fa capo davanti ad un eventuale consiglio di amministrazione quando prova a spiegare come mai un investimento in Italia sia cosi difficile da fare.
Non si vuol dire con questo che le leggi sono un freno, ma un determinato atteggiamento verso l’atto del legiferare può essere una discrimine per tutti quelli che in Italia vorrebbero ossigeno ma non ce la fanno nemmeno a spostare una foglia dal giardino di casa propria.
Come disse un famoso architetto: less is more.

Blogosfera del 10 febbraio 2017

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

ZIPALTONE:

Pensiero numero centoquarantanove

LE IMMAGINI:

Uno dei partecipanti di Sanremo 2017

Blogosfera del 22 dicembre 2016

IL GIORNALE DELLA GIORNATA:

IL PIU’ E IL MENO:

Post it

La risposta di Natale

Un regalo è una cosa preziosa…

IL BLOG DI MATTEO BAUDONE:

La domanda di oggi