Siri non ha più le deleghe. Adesso le europee?

Giustamente, come riportano i siti di informazione principali sulla questione di Siri, il sottosegretario leghista è stato ripulito, mi si permetta il verbo, delle deleghe ministeriali e adesso è fuori dal governo. Quello che è strano, fino ad un certo punto, è che il ministro Salvini non sta strepitando contro il premier per aver decretato, cioè fatto un decreto, la cancellazione delle deleghe dal sottosegretario indagato per corruzione. Da un lato si è dovuto, in quanto semplice ministro, assoggettare alle volontà del suo premier. Dall’altro lato lui non è nulla, adesso, senza l’appoggio dei cinque stelle, e allora si va avanti, presumibilmente, con questo assetto della situazione. A parte il fatto che Salvini, fuori dalla partigianeria politica, è un uomo di raziocinio, che sa la problematica internazionale a cui andrebbe incontro il paese se si facesse le bizze come un bambino capriccioso. Quindi di conseguenza non può diventare, se lo diventa, il premier di un paese spazzatura. Non lo vorrebbe diventare nessuno.
La domanda adesso è: fino a che punto il suo elettorato, quello leghista, sopporterà più di quanto sta sopportando la presenza dei 5 stelle al governo con loro? E dall’altro lato: il ministro Di Maio, di fronte ad un caso tanto ghiotto di debolezza del suo alleato di governo, quanto affonderà i denti perché da una parte il suo elettorato lo chiede, e dall’altra evidenti esigenze elettorali vorrebbero che, da solo a se stante, il capo dei 5 stelle inizi a pensare al suo capitale politico e di consenso nel paese? La speranza è una soltanto: che si diventi ad essere civili nella competizione elettorale e si smetta di far soffrire con colpi bassi e con ripicche che fanno solo involgarire.

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E’ o non è ora di fare qualcosa per noi e per il nostro mondo?

In epoca di grande tecnologia e di grande scienza si potrebbe dire: “Chi se ne frega? Faremo da soli!” Ma ahime non è possibile. Noi ci crediamo qualcosa di onnipotente e onnipresente su questo pianeta chiamato Terra. Ma siamo solo un piccolo particolare che nel tempo ha preso grande piede. E siccome crediamo nei numeri, il fatto di essere più di 7 miliardi ci da in diritto, sembrerebbe, di dettare legge in tutto e per tutto. Mentre invece dovremmo essere sempre più coscienti che siamo, come tutte le specie animali del pianeta, soggetti alla legge naturale che regola l’equilibrio di ogni cosa.
Già è un passo avanti che si stia bandendo quella cosa così pericolosa che è la plastica e le sue microparticelle che si sono diffuse nei pesci tramite la nostra vergognosa spazzatura. Ma non è abbastanza. Non sarà mai abbastanza. Ed è giusto che non sia cosi. Perchè le cose sono due: o ci diamo un motivo di come ci estingueremo a breve dato che siamo dei voraci distruttori, oppure iniziamo a darci una regolata, partendo da quei governanti arroganti e str**zi che si credono più divinità dei faraoni dell’antico Egitto. Questo 21 secolo deve essere e sarà il secolo in cui noi ci diamo una regolata tutti e iniziamo noi per primi, nel nostro piccolo, ad essere sostenibili per il nostro ambiente. Fino a quel momento, unto di gomito. E fino a quando le cose non sono a posto si china la schiena e ci si da da fare. Senza che ci siano dei bambini ad insegnarci ad avere giudizio e raziocinio. Siamo o non siamo esseri senzienti?

Non sia il selfie, ma la proposta e il futuro del paese…

Tra poco siamo sotto elezioni. Lo sanno tutti. Ma molti forse non sanno, a partire dai sondaggisti che per carità fanno il loro lavoro, che Salvini non ha la benché minima speranza di nulla. E’ uno dei candidati come lo sono i suoi colleghi di partito, candidati più o meno come lui e come tutti gli altri candidati di tutte le forze politiche. Bene inteso: non è una affermazione di umiltà altrui. Ma è la base da cui tutti i cittadini dovrebbero partire nella situazione di dover votare qualcuno per il Parlamento Europeo. Tutti alla fine sono uguali. E la unica discriminante che può far votare qualcuno potranno anche essere i selfie che più o meno produce per i propri follower, ma sono principalmente le proposte che dovrebbero nel bene e nel male far progredire o svoltare il paese e tutte le sue parti.
Sia chiaro: non ce l’ho con Salvini, che ha tutta la mia ammirazione per determinate scelte da ministro e da uomo politico. Ma credo sia doveroso partire da un azzeramento generale e vedere chi dei vari competitor elettorali propone qualcosa di migliore per la situazione. E soprattutto qualcosa di fattibile, come le risorse che il paese ha. Sarebbe giusto che gli italiani sappiano che “Bambole qui non c’è una lira”, cioè un euro. E che ci deve essere impegno di stato, più del singolo impegno lavorativo, per accompagnare il proprio politico o il proprio futuro Presidente del Consiglio a fare quello che deve fare per il bene del paese. Senza pretendere dei soldi in cambio in qualsivoglia modo. E dimenticandosi in tutto e per tutto l’uomo solo al comando duro e puro.

Il riposo è importante, ma è importante anche lavorare…

Solitamente la domenica è sempre stata momento di riposo per chi lavora. Dal lunedì al venerdì e poi sabato per fare la spesa e le commissioni e la domenica, per la maggiore si sta a letto a “gustarsi” il pomeriggio televisivo dei vari canali generalisti. Oggigiorno sono subentrare le tv su internet e di conseguenza computer e smart tv. Ma nella struttura ossea della situazione la cosa non è mai tanto cambiata. Questa routine ha accompagnato uomini e donne solo e poi fidanzati barra conviventi. Eventualmente sposati con figli che poi a loro volta, in quanto cittadini moderni hanno preso il posto di qualcuno che ha sempre fatto quella vita, non per forza i propri genitori, e così la ruota ha continuato a girare. Fino ai tempi moderni. Dove puoi avere dei turni di lavoro e non per forza la domenica libera. Al massimo un altro giorno.
In questa struttura sociale, come si incastra la volontà del m5s di non far lavorare la domenica? Molto brevemente: male. Perché da che mondo è mondo non è il dipendente che ha in linea di principio le leve del comando, ma il datore di lavoro. È sempre stato lui il vero bersaglio. Ma non da obbligare: da convincere. Da fargli capire che non esiste solo l’incidenza, ma la rigenerazione nel riposo del dipendente. Un dipendente che produce è un dipendente che è contento di andare a lavorare. E non un preso per il collo dai debiti del vivere sociale comune. Non ha obblighi, se non quello di vivere dignitosamente in mezzo agli altri, senza che ne debbano sopportare le lamentele lavorative.

Non serve una "bambola" che insegna a rispettare l’ambiente…

A me fa molto piacere che ci sia una bambina a favore dell’ambiente. E anche che si cerchi di combattere la plastica monouso contro una plastica o un metallo che possa essere riutilizzato più volte prima di finire nella spazzatura. Ma c’è una cosa che vedo con tanta evidenza: quella bambina assomiglia tanto ad una bambola su cui stanno speculando tante persone. Con le foto e i selfie.
Mi piacerebbe tanto che le donne e gli uomini del mondo, piuttosto che fare bella mostra di se stessi accanto ad una ragazzina che, dispiace dirlo, odora molto di usa e getta, facessero delle cose tangibili più di una foto o di una intervista. Sarebbe bello che il verde invadesse il mondo come giustamente è sempre stato, dato che il cemento non è qualcosa che cresce naturalmente. Questo però non vuol dire che il cemento è sbagliato, ma è sbagliato come in tutte le cose l’abuso che se ne fa, più comunemente e per i piccoli piaceri dell’arroganza della ricchezza. Che solo per il fatto di avere della ricchezza si mette a costruire dove alle volte non sarebbe concesso.
Dovrebbe esistere il nuovo eco-lusso. Dove il simbolo della ricchezza è avere più di altri la capacità di riciclare e di costruire verde dove altri magari non sarebbero riusciti.
Cari ricchi del mondo, se state ascoltando le strambe parole di questo scribacchino da tastiera, provate ad avere uno sguardo diverso di come poter investire i vostri soldi. Pensate di meno al vostro presente e cercate un futuro ecologico per i vostri figli e nipoti, che sono a conti fatti la vera ricchezza di cui uno dispone nella vita.

L’uomo di governo che dovrebbe fare da esempio

Attualmente si sta facendo polemica, più o meno giustamente, sulla chiamiamola scorrettezza quasi al limite della corruzione che un sottosegretario del Governo Italiano ha fatto per favorire qualcuno al posto di chi ne avesse avuto diritto. E attualmente ci si accapiglia per non trovare una crisi di governo che spaccherebbe i 5 stelle dalla Lega dopo che più o meno tutti e due stanno soffrendo politicamente ed elettoralmente la propria incollatura a freddo l’uno con l’altro.
La cosa che magari andrebbe detta è: come mai ci si ritrova ancora con l’ennesimo soggetto che è stato pizzicato con le mani nella marmellata? Come mai non si riesce a eliminare questa brutta “usanza” di sfruttare la propria carica istituzionale a favore di qualcuno in particolare?
Bene inteso: non è che da domani ci deve essere la più cristallina onestà da parte di tutti quelli che hanno sede o a Palazzo Chigi o in uno dei ministeri. Ma perlomeno non ci debba essere l’ennesima figura di m**da fuori dai nostri confini nazionali. Dove si vede di qualcuno attaccato alla propria poltrona con il cemento armato. E non conscio che se non c’è niente da nascondere lo si può dimostrare in un tribunale e poi adeguatamente si fa un reintegro dove si era stati allontanati per riprendere il proprio lavoro. E al massimo si può avere tutta la tranquillità del mondo di riavere il proprio ruolo all’interno del partito e del proprio gruppo di colleghi.
Quando Siri capirà di poter essere un buon esempio credo che anche Salvini politicamente ne guadagnerebbe, perché avrebbe tra i suoi uomini non l’ennesimo peso morto su cui fare levata di scudi, ma un politicante adeguato e pulito. Su cui costruire qualcosa anche sull’opposizione di tanti nemici.

Le percentuali del primo maggio 2019

E’ passato il primo maggio 2019. E ha portato con se una polemica, anche se collaterale al valore della giornata in se e per se, decisamente interessante: il concertone del primo maggio è molto sessista. Infatti la percentuale, se di percentuali bisogna parlare, di donne che hanno preso parte al concertone a Roma è bassissima rispetto agli artisti del sesso forte.
Ma di altre percentuali se ne può parlare? principalmente delle percentuali da capogiro che ancora aleggiano sul paese in termini di disoccupazione. O magari delle percentuali di lavoro che la robotizzazione delle catene di montaggio sta cancellando in termini di operaismo classico. O ancora delle percentuali di laureati, anche solo triennali, che stanno a casa e non hanno lavorativamente le possibilità di sviluppare le proprie competenze e conoscenze.
Non voglio dire che siccome ci sono queste percentuali le donne al Concertone a Roma possono essere pari allo zero. Ma magari si potrebbe discutere anche del fatto che oggigiorno si pensa ancora al lavoro come qualcosa di familiaresco nella transizione, cioè da padre in figlio, quando sarebbe più fruttifero mettere i figli e le nuove generazioni in grado di sopravvivere lavorativamente ai propri genitori e ai propri parenti anche al di fuori dell’ambiente lavorativo di famiglia. Perché ho abbondantemente il sospetto che in Italia il fatto di avere il lavoro sicuro “in casa” ha tolto anticorpi all’ambiente del lavoro in generale. Dentro e fuori l’Italia E non permetta di produrre reddito più agevolmente della “Fabbrichetta” del babbo o della mamma: tanto ci pensano loro a fare tutto…